L’Utilizzo dei Tassi Overnight da Parte dei Retail Broker per Annullare o Ridurre i Limiti del Trend-Following dei Loro Clienti

Di: DailyForex

Recentemente mi sono imbattuto in una interessante strategia di trading, pensata per il trading con contratti futures, ma teoricamente applicabile anche al trading Forex al dettaglio. La teoria sostenuta dall’autore prevede che, seppur in presenza di regole estremamente chiare ed oggettive, una semplice e completa strategia di “trend-following” applicata ad un gruppo estremamente ampio e diversificato di mercati liquidi futures, abbia prodotto nel corso degli ultimi due decenni un rendimento medio annuo di circa il 20%, oltrepassando significativamente i mercati azionari globali ed eguagliando la tipologia di rendimenti generati dal trend-following gestito professionalmente nei fondi speculativi futures.

Come professionista del Forex, ho esaminato meglio la strategia per vedere che tipo di vantaggio possa aver storicamente fornito ai broker retail del Forex. I risultati rendono la lettura interessante, poiché illustrano esattamente perché possa essere così difficile per i traders al dettaglio sfruttare i vantaggi esistenti nei mercati.

Al fine di fornire una corretta informazione, riporto la strategia completa:

Rischio: l’ATR (Average True Range) a 100 giorni dovrebbe corrispondere ad una unità di rischio.

Entrata: Long, alla fine di ogni giornata che si chiuda al di sopra della chiusura più alta dei precedenti 50 giorni; Short, alla fine di ogni giornata che si chiuda al di sotto della chiusura più bassa dei precedenti 50 giorni.

Filtro di entrata: entrate long solamente quando la SMA (Simple Moving Average) a 50 giorni è al di sopra della SMA a 100 giorni; entrate short solamente quando la SMA (Simple Moving Average) a 50 giorni sia al di sotto della SMA a 100 giorni.

Uscita: si dovrebbe utilizzare un sistema di trailing stop 3 volte l’ATR a 100 giorni dal prezzo più alto dall’apertura dell’operazione (per entrate long), o con il prezzo più basso dal momento dell’apertura (per entrate short). Si deve costantemente ricalcolare il trailing stop, come un “chandelier stop”, e dovrebbe trattarsi di uno stop moderato: si crea un’uscita soltanto quando la chiusura della giornata si trova precisamente sullo stop loss, o oltre quest’ultimo.

La strategia è stata testata contro la coppia di valute più popolare e con maggior liquidità del mercato spot Forex, la coppia EUR/USD, per un periodo di tempo lungo e recente (dal mese di Settembre 2011 alla fine del 2013), ed utilizzando dati accessibili al pubblico sullo spot EUR/USD, con apertura giornaliera e chiusura a mezzanotte (GMT).

I risultati mostrano che durante il periodo del test, l’utilizzo della strategia ha fornito un margine di vincita sulla coppia EUR/USD: su 366 operazioni è stato registrato un profitto totale di 33,85 unità di rischio, fornendo un’aspettativa positiva media del 9,25% per operazione. Questo significa che l’operazione media ha avuto un rientro pari all’ammontare del rischio più un ulteriore 9,25% di quella stessa somma. Considerando che la strategia è completamente meccanica, e che rappresenta solo uno strumento all’interno di quella che tradizionalmente è la classe di asset con i risultati peggiori nel trend-following (le coppie di valute), non è poi un risultato così scarso.

Tuttavia, si deve tener conto anche di tasse e commissioni nel determinare l’ammontare del profitto vero e proprio di cui si sarebbe potuto godere. Supponiamo che:

l’operazione sia stata effettuata tramite un fondo con contratti futures sulla coppia EUR/USD, e che

un quarto delle operazioni dovevano essere reinvestite prima che il contratto scadesse, incorrendo in ulteriori commissioni, e che

di dovesse pagare una commissione “andata e ritorno” di $20 ad operazione, e che

si siano compiute operazioni con un conto da $10.000.000 con ogni unità di rischio che equivaleva ad un 1% fisso dell’asset di partenza, alla fine

il profitto totale equivarrebbe a $3.385.000 meno le 366 operazioni, ognuna moltiplicata per $25, a rappresentare le commissioni. Questo significherebbe una riduzione del profitto di circa lo 0,1%, fornendo un provento del 33,75%. Si potrebbe supporre che, se le strategie di rollover fossero men che perfette, potrebbero esserci perdite aggiuntive.

Immaginatevi ora un retail trader con un account di $10.000 che intenda applicare questa strategia tramite un intermediario, un broker retail Forex. Fortunatamente per questo trader, l’intermediario permette l’accesso ad un tipo approssimativo di contratto futures, il quale può essere investito con un lotto di dimensioni estremamente ridotte, così come con un lotto di dimensioni ridotte sullo spot Forex, e non ci sarebbero dunque problemi di scalabilità.

Il passo successivo è quello lavorare sui possibili costi di trading per il trader retail che cerchi di applicare questa strategia sulla coppia EUR/USD nello stesso periodo. Innanzi tutto possibile apprendere i costi utilizzando lo spot Forex:

per ogni operazione si incorre in uno spread di 2,5 pips, e

per ogni posizione che rimanga aperta alla chiusura di New York si incorre nell’applicazione di un tasso overnight che varia da posizione a posizione, ma che in media si può dire si aggiri attorno ai tre quarti di pip a notte.

Per semplicità potremmo eseguire un calcolo approssimativo in base ai pips. Il calcolo del 33,85% di proventi si basava su un profitto di 9.088 pips. Lo spread è di 2,5 pips, moltiplicato per 366 operazioni, che equivalgono ad 840 pips. Successivamente vanno detratti i tassi overnight, che rappresenterebbero 7.417 pips. Dobbiamo dunque defalcare un totale di 8.257 pips sul nostro totale di 9.088 pips, che ci lascia con un profitto netto pari a soli 831 pips!

In questo calcolo approssimativo, se supponiamo poi che il profitto si ripartisca su ogni pip, ecco che si rivela un’elevata riduzione del profitto netto del nostro trader retail al solo 3,9%, contro il 33,85 di profitti generati dal fondo di $10.000.000 esaminato in precedenza.

Il nostro trader retail potrebbe avere delle alternative, come comprare posizioni sintetiche su contratti futures mini, che non incorrono negli swap overnight ma hanno spread molto più diffusi: qualcosa come 14 pips per operazione per la coppia EUR/USD. Osservando nuovamente i numeri, e supponendo che un quarto di tutte le operazioni debba essere reinvestito, il nostro trader retail dovrebbe far fronte ad un costo di 14 pips per 458 volte, che equivale ad una detrazione di 6.412 pips. Questo rappresenterebbe un profitto netto di 2.676 pips. Supponendo nuovamente che l’intero profitto sia equamente distribuito su ogni pip, il nostro trader retail godrebbe di un incasso netto del 9,97%. Dunque utilizzando posizioni sintetiche su contratti futures mini si otterrebbe maggior profitto, ma continuerebbe ancora a rappresentare meno dell’1% di profitto l’anno nel periodo di tempo esaminato! In più, questi proventi risulterebbero essere meno di un terzo della somma di cui godrebbe un fondo di grandi dimensioni.

Analizzandola

Ma come mai le cose sono così cupe per i nostri trades al dettaglio? Ci sono diverse ragioni, ed esaminarle con cura può aiutare ogni aspirante trader retail a capire come certi vantaggi presenti nel mercato possano essere annullati da un broker sbagliato o dai metodi di esecuzione.

Gli attuali contratti futures hanno valori troppo elevati per la maggior parte dei trader retail, e non si può avere una posizione di una giusta grandezza senza aver a disposizione non meno di alcune migliaia di Dollari in una strategia diversificata di trend following. I mini-futures potrebbero essere una soluzione, ma se godono di scarsa liquidità è improbabile che rechino gli stessi vantaggi nel trend-following rispetto ai normali futures. Gli Exchange Traded Funds potrebbero essere un’altra parziale soluzione, ma anche qui il trader dovrà pagare una sorta di spread per accedere ad un mercato appropriato, e ben oltre i 20 Dollari di andata e ritorno esigibili da un cliente considerevole sul mercato dei Futures.

Questo ci porta a parlare degli spread. Francamente, non c’è ragione per cui anche un retail trader dovrebbe pagare più di 1 pip per un’operazione andata e ritorno su uno strumento come lo spot EUR/USD. I broker che addebitano più di questo, non hanno proprio scusanti. Si dovrebbe dire che gli spread nel settore del al dettaglio sono scesi nel corso degli ultimi anni. Pur essendo una buona notizia, anche qualora il trader retail del nostro esempio pagasse 1 pip invece di 2,5 pips, questo alzerebbe la redditività solo di un ulteriore 1,5%, e non potrebbe in ogni caso essere retrodatato fino al 2001.

Questo ci porta, alla fine, al vero colpevole della riduzione degli introiti: i tassi overnight, spesso fraintesi, e che necessitano dunque di una analisi accurata.

Tassi Overnight

Quando effettuate un’operazione di trading, voi state effettivamente prendendo in prestito una valuta per scambiarla con un’altra. Dovrete dunque pagare degli interessi sulla valuta che state mutuando, ricevendo per contro gli interessi della valuta che tratterrete. Di solito c’è un differenziale del tasso d’interesse tra le due valute, il che significa che dovreste star ricevendo, o pagando, delle tasse supplementari ogni notte, che rappresenta il differenziale, ed ovviamente il tasso di scambio è un fattore che raramente viene a trovarsi ad un valore di 1 a 1. L’unica occasione in cui non ci sarebbe nulla da pagare o ricevere, avverrebbe qualora i tassi di scambio fossero esattamente uguali al punto di rollover, e non ci fosse alcun differenziale del tasso d’interesse.

Sembrerebbe dunque che a volte la differenza si paghi, e a volte si riceva, e che dunque questo swap si annulli da sé. Sfortunatamente non è così semplice, per diverse ragioni:

Valute con tassi d’interesse più alti tendono a salire contro valute con tassi d’interesse più bassi, e voi tenderete a trovarvi più spesso in posizione long nel tempo, dove voi state prendendo in prestito la valuta con il tasso d’interesse più alto, e dunque tenderete molto più spesso a pagare che non a ricevere.

I broker retail del mercato Forex applicano o pagano tassi estremamente diversi ai loro clienti long o short su una particolare coppia. Molti broker non sono chiari su questo, e non mostrano nemmeno le tariffe applicabili sui loro siti web, nonostante queste si possano trovare all’interno delle tariffe di brokeraggio su ogni piattaforma MT4. Vale la pena ricordare che, ad esser sinceri, ci sono differenti metodi per calcolare queste aliquote. Tuttavia, se si guarda alla tabella compilata al myfxbook, nella quale viene mostrata una gamma di tassi overnight applicati da alcuni broker retail, ci si può fare un’idea della grande varietà presente nel mercato.

Oltre a pagare o ricevere il differenziale del tasso d’interesse, alcuni broker aggiungono un’ulteriore tassa “amministrativa”, che può significare che non riceverete nulla anche nel caso in cui il differenziale del tasso d’interesse fosse positivo! Ironicamente, questi tendono ad essere gli stessi broker che vi addebitano delle cifre per l’inattività del vostro account, e quale amministrazione sia coinvolta quando le operazioni vengono anche addirittura raramente effettuate nel mercato vero, è molto discutibile. Il risultato finale è quello di alterare ulteriormente le aliquote del cliente.

La maggior parte dei trader sono ad alta leva finanziaria, il che significa che prendono in prestito la stragrande maggioranza delle valute con cui operano. I trader tendono però a dimenticare che una delle conseguenze negative della leva è quella di far salire i tassi overnight, dal momento che devono pagare interessi sull’ammontare della valuta presa in prestito, e non solo sul margine che stanno piazzando su quella particolare operazione. Ovviamente, questo è un legittimo elemento della commissione.

La pratica di applicare delle aliquote per ogni notte che il cliente mantiene la propria posizione aperta, non è solamente aperta agli abusi, ma può essere anche un ottimo modo per ridurre drasticamente le possibilità che un trader possa cercare di muovere l’operazione in suo favore tramite un uso intelligente del trading sui trend a lungo termine, che generalmente ripagano nel tempo se eseguiti correttamente. Si potrebbe dire che alcuni broker retail utilizzino la diffusa ignoranza su queste aliquote come un modo per favorire i loro bilanci, e che le agenzie di regolamentazione dovrebbero prevenirlo. D’altro canto, si potrebbe anche dire che non ci si può aspettare che un market maker muova il mercato in modo che essi possano essere messi da parte dal sistematico comportamento del mercato stesso nel lungo periodo. Potrebbe darsi che molti dei differenziali dei tassi tra broker riflettano le valute su cui i loro clienti sono long o short in un particolare momento. Potrebbe sembrare che un broker rispetto ad un altro vi offra un affare su una particolare valuta ma non su un’altra, il che è strano.

Uno studio sistematico di quest’area sarebbe una lettura interessante. Nel frattempo, un trader retail che cerchi sistematicamente di mantenere posizioni overnight, dovrebbe assicurarsi di indagare a dovere su cosa venga offerto quando si cerca un broker, e fare attenzione al fatto che la velocità di movimento del prezzo in vostro favore può avere effetti importanti sulla redditività di qualunque strategia di trend o slancio possiate star utilizzando.

Adam è un trader Forex che ha lavorato nei mercati finanziari per oltre 12 anni, inclusi 6 anni con Merrill Lynch. Adam è certificato nella Gestionedi Fondi e nella Gestione di investimenti dal Chartered Institute for Securities & Investment del Regno Unito.

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