Dopo il breakout, l’argento favorisce strategie “buy the dip” con 90$ come area guida e 100$ come prossimo obiettivo psicologico, in un contesto potenzialmente volatile.
Su Christopher Lewis
Christopher Lewis ha fatto trading sul Forex e ha oltre 20 anni di esperienza nei mercati finanziari. Chris è stato un collaboratore regolare di Daily Forex sin dai primi giorni del sito. Scrive di Forex per diverse pubblicazioni online, tra cui FX Empire, Investing.com e il suo sito, opportunamente chiamato The Trader Guy. Chris predilige metodi di analisi tecnica per identificare le sue negoziazioni e gli piace fare trading su indici azionari e materie prime, oltre che sul Forex. Predilige uno stile di trading a lungo termine e le sue negoziazioni durano spesso giorni o settimane.
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L’S&P 500 consolida tra 6.800 e 7.000 come una “molla” che si carica: sopra 7.000 aumentano le chance di allungo, sotto 6.750 cresce il rischio di correzione.
Dopo un febbraio complesso, il Nasdaq 100 mostra resilienza grazie ai compratori sui ribassi, ma il vero test per marzo è la capacità di superare 26.250.
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Dopo la forte vendita di fine gennaio, l’oro recupera tono a febbraio e favorisce acquisti sui ribassi, con 5.000$ come riferimento psicologico e 4.600$ come “linea rossa”.
La coppia rimane laterale e volatile, guidata soprattutto dal dollaro: sopra 1,20 cambierebbe il tono, mentre 1,23 resta la resistenza “storica” più importante.
Dopo un febbraio irregolare, la quotazione del petrolio greggio prova a riprendersi dentro il range 62–66,5$, con un bias leggermente rialzista finché regge 62$.
BTC resta senza domanda e chiude febbraio con tono molto negativo: 60.000$ è il livello chiave, mentre solo un ritorno sopra 72.000$ cambierebbe la narrativa.
BTC fatica a invertire e resta intrappolato in un range, con 72.000 come barriera e 60.000 come supporto decisivo.
Dopo lo shock sul capex, Amazon prova a stabilizzare: finché regge 195$ lo scenario resta da “comprare sui ribassi”, mentre una rottura sotto quel livello sposterebbe l’attenzione verso 170$, con 250$ come obiettivo più di medio periodo.
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L’S&P 500 consolida tra 6.800 e 7.000 con compratori sui ribassi; un breakout sopra 7.000 può aprire spazio verso 7.250, mentre solo sotto 6.200 il trend long sarebbe a rischio.
L’argento resta in forte trend rialzista sopra 100$, ma con volatilità estrema: un pullback può riportare i prezzi verso 80–70$ prima di puntare a 120$, con focus su opportunità long.
Il Nasdaq 100 resta in range ma mostra bias rialzista: sopra 26.000 un breakout potrebbe innescare FOMO e spingere verso 27.500, con supporti chiave a 25.000 e 24.250.
