Dopo il massimo di inizio settimana, l’EUR/USD è sceso verso area 1,16 con il ritorno del risk-off e timori su inflazione USA/Fed, rendendo probabili nuove oscillazioni ampie nei prossimi giorni.
Su Robert Petrucci
Robert Petrucci ha lavorato nel Forex, materie prime e professione finanziaria dal 1993. Aspetti importanti del suo lavoro riguardano l'analisi dei rischi e i servizi di consulenza. Come consulente in un Family Office, mantiene un approccio conservativo per la gestione patrimoniale e gli investimenti. Robert lavora anche in finanza privata con investitori e società che forniscono servizi finanziari e di gestione.
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Con il WTI tornato sopra 100$ e nessun segnale di svolta su Iran e Stretto di Hormuz, il mercato resta “nervoso” e potrebbe muoversi rapidamente dentro un ampio range 93–107$ nella settimana in arrivo.
WTI chiude la settimana in area 91$ dopo aver testato i minimi, ma con guerra Iran-USA e retorica imprevedibile il focus resta sull’apertura di lunedì e sulla tenuta dei supporti nel range 84–104$.
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Dopo un aprile forte, l’EUR/USD apre maggio con venti contrari (Fed più “higher for longer” e rischio energia) e il comportamento attorno a 1,17 diventa il barometro del prossimo movimento.
Dopo il recupero di aprile, BTC entra in maggio con impostazione costruttiva, ma la tenuta del momentum sopra area 80.000$ sarà decisiva per evitare un ritorno della pressione ribassista verso 70.000$ in un contesto geopolitico ancora fragile.
Dopo il massimo di inizio settimana, l’EUR/USD resta in balia di dollaro USA, headline geopolitiche e tono Fed: meglio evitare il FOMO e cercare ingressi su pullback con gestione del rischio disciplinata.
Il petrolio WTI chiude in forte rialzo verso $93, ma con negoziati USA-Iran in stallo e rischio Hormuz restano probabili gap e inversioni rapide, quindi prudenza e rischio stretto.
I future dell’S&P 500 restano sopra 7.000 con bias rialzista, ma la volatilità può riaccendersi rapidamente se i colloqui USA-Iran deludono o salta la tregua.
Il petrolio WTI chiude la settimana a $83,60 dopo un'escursione da $97 a $79 in pochi giorni: con lo Stretto di Hormuz che torna chiuso e il traffico marittimo in frenata, lunedì si preannuncia un'altra apertura esplosiva per il greggio americano.
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L'S&P 500 ha recuperato terreno e si avvicina ai 7.000, ma i trader devono fare i conti con un contesto geopolitico ancora irrisolto e con decisioni di breve termine tutt'altro che scontate.
Con una tregua di due settimane tra USA e Iran legata alla riapertura dello Stretto di Hormuz, il Nasdaq 100 tenta un rimbalzo dai minimi (con petrolio in calo e mercati in recupero), ma resta altamente guidato dai titoli in prima pagina.
L’S&P 500 rimbalza dai minimi ma resta in una fase fragile e altamente reattiva alle news sulla tregua in Iran, con livelli chiave concentrati tra 6.615 (supporto) e 6.640 (resistenza).
