Disclaimer
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria o sollecitazione all’investimento. Le decisioni di investimento spettano sempre al singolo investitore.
Come costruire un portafoglio di azioni da comprare equilibrato e vincente per il 2026
Tutti gli anni mi viene posta la stessa domanda: “Quali sono le migliori azioni da comprare”?
Il problema è sempre lo stesso: spesso gli investitori confondono il concetto di titolo interessante sul quale puntare nel tempo da inserire in un portafoglio ottimale e titolo da acquistare subito per un'azione mordi e fuggi di tipo speculativo.
In questo articolo voglio dare alcune risposte sul primo problema, cercando di capire quali sono i parametri da considerare per la scelta di un titolo azionario a lungo termine.
Io preferisco parlare di watchlist, un insieme di azioni italiane da monitorare nel corso dell’anno e che oggi, ciascuna per motivi completamente diversi, mi sembrano meritevoli di essere inserite in un portafoglio a lungo termine, non preoccupandosi di quelli che saranno i movimenti a breve.
Cosa significa “azioni da comprare”
Si possono utilizzare diversi parametri per scegliere quali azioni comprare: io ne utilizzo principalmente quattro e nel portafoglio che andremo a costruire inseriremo un’azione del Ftse Mib che si distingue per uno di questi quattro parametri:
- Fondamentali solidi basati sull’analisi fondamentale della società, quindi l’analisi di bilancio e le prospettive generali e specifiche del mercato di riferimento.
- La regolarità dei dividendi: esiste una possibilità di costruire un portafoglio azionario basato esclusivamente sulla capacità delle società di pagare puntualmente dividendi futuri.
- Il Price/Earnings (P/E), il rapporto tra il prezzo attuale dell’azione e gli utili della società: un valore basso del rapporto indica generalmente una quotazione al momento molto interessante.
- Il Dividend Yield, il rapporto tra il dividendo attuale e il prezzo: in questo caso cercheremo un valore elevato, indice che la società sta remunerando molto bene il capitale investito.
Come vedete, in questo tipo di scelte, l’analisi tecnica forex, strumento principale per le valutazioni di acquisto a breve, è assente.
Azioni Italia: pro e contro rispetto a Usa/Europa
Nella costruzione del nostro portafoglio ci concentreremo sulle azioni italiane del Ftse Mib, considerando che investire su titoli italiani ha storicamente dei vantaggi e degli svantaggi.
Vantaggi delle azioni italiane:
- Presenza di aziende solide e storiche, leader nei settori industriale, lusso e alimentare.
- Dividendi regolari, utili per chi cerca un flusso di reddito costante.
- Prezzi spesso più sottovalutati rispetto ai titoli americani, con potenziale di crescita nel lungo periodo.
Svantaggi delle azioni italiane:
- Concentrazione dell’indice sul settore bancario/finanziario.
- Più sensibili a instabilità politica ed economica locale, con maggiore volatilità.
- Crescita storica più lenta rispetto a giganti tecnologici USA o alcune blue chip europee.
I temi chiave del 2026 per Piazza Affari
Cerchiamo di capire anche quelli che saranno gli andamenti dei macrosettori economici: una buona diversificazione del portafoglio dovrebbe evitare di concentrare le azioni su un unico settore di mercato.
Io considero la diversificazione sui quattro parametri visti in precedenza prevalente rispetto alla diversificazione settoriale; in ogni caso faremo attenzione a verificare che le nostre quattro azioni scelte vadano a coprire almeno tre dei settori che seguono.
Tassi e banche: margini, qualità del credito, rischio NPL
Una delle anomalie dell’indice di riferimento delle azioni italiane è la forte concentrazione su titoli del comparto bancario/finanziario, un settore che rimane fortemente sensibile ai tassi di interesse, in grado di influenzare direttamente i margini di interesse netto e la redditività complessiva.
Dopo anni di tassi strutturalmente bassi, il 2026 potrebbe portare un quadro più favorevole, anche se molto dipenderà dalle decisioni della BCE in materia di politica monetaria globale.
Un altro tema cruciale è la qualità del credito. Il rischio di NPL (Non Performing Loans), cioè il rischio di insolvenza dei crediti concessi al mercato, diventa sempre più rilevante anche per un sistema storicamente più affidabile come quello italiano: le banche con portafogli più sani e politiche di gestione attiva degli NPL avranno sicuramente un vantaggio competitivo.
Non dimentichiamo infine che il comparto bancario ha vissuto un 2025 generalmente molto positivo: è lecito attendersi un ridimensionamento dei rendimenti.
Energia e infrastrutture: prezzi, regolazione, CAPEX
Il settore energetico e delle infrastrutture si confermerà come uno dei protagonisti del 2026. Se l’andamento dei prezzi dell’energia, sia elettrica sia del gas, continuerà a determinare i margini delle utilities e delle società di trasporto e distribuzione, stiamo assistendo a un forte periodo di CAPEX, cioè gli investimenti strutturali in beni durevoli.
Se da un lato potremmo andare incontro a dei problemi di liquidità, dall’altro il mercato non potrà che premiare i grandi gruppi energetici che continuano a credere nel loro progetto e a investire sul futuro.
Industria/export: euro, domanda globale, reshoring
Il sistema industriale italiano rimane fortemente legato all’export e, fortunatamente, il rafforzamento nel 2025 della valuta europea rispetto al dollaro sembra essere arrivato a un punto di stallo, situazione che dovrebbe favorire la nostra produzione industriale, specialmente se dovessimo vedere qualche inversione di tendenza nel cambio: un euro più debole favorisce le esportazioni, aumentando la competitività dei prodotti italiani sui mercati internazionali.
Stiamo inoltre assistendo al fenomeno del reshoring, ovvero al rientro di produzioni strategiche in Italia o in Europa, che potrebbe rilanciare settori chiave come automotive, meccanica e chimica.
Difesa/tecnologia/AI “indiretta”: supply chain e servizi
Il settore della difesa e della tecnologia legata all'AI potrebbero avere un ruolo fondamentale sull'andamento del FTSE MIB: aspetto che preoccupa gli operatori di mercato, soprattutto alla luce delle performance eccezionali già registrate e dei possibili rischi per il business legati a un contesto geopolitico meno conflittuale o a un ridimensionamento delle aspettative sull’AI.
Watchlist 2026: azioni italiane da monitorare (per categoria)
Considerando i quattro parametri che abbiamo considerato all'inizio dell'articolo e una sufficiente diversificazione settoriale, una buona watchlist per il 2026 potrebbe essere rappresentata da queste azioni:
Titolo | Settore | Catalizzatori 2026 (cosa monitorare) | Rischio | Nota (cluster) |
|---|---|---|---|---|
Intesa Sanpaolo | Banche | Tassi/“peak rates” e margini; qualità credito; dividendi/buyback | Medio | Dividendo / Value |
UniCredit | Banche | Buyback/capital return; NIM e commissioni; rischio macro Europa | Medio | Value / Momentum |
Banco BPM | Banche | Sensibilità ai tassi; M&A/riassetti settore; costo del rischio | Medio | Value |
BPER Banca | Banche | Integrazioni/crescita; qualità credito; capital return | Medio | Value |
Generali | Assicurazioni | Yield portafoglio e tassi; combined ratio; dividendo | Medio | Dividendo / Qualità |
Poste Italiane | Servizi finanziari/logistica | Tassi su risparmio gestito; efficienza; stabilità dividendo | Basso-Medio | Dividendo / Difensiva |
Enel | Utility | Piano investimenti reti/rinnovabili; regolazione; debito e rating | Basso-Medio | Dividendo / Difensiva |
Terna | Utility (rete) | CAPEX su rete/connessioni; quadro regolatorio; yield stabile | Basso | Dividendo / Difensiva |
Snam | Utility (gas) | Regolazione; transizione (idrogeno/biometano); tassi e debito | Basso-Medio | Dividendo / Difensiva |
Italgas | Utility (distribuzione) | Regolazione; investimenti rete; costo del capitale | Basso-Medio | Dividendo / Difensiva |
Hera | Multiutility | Margini regolati + rifiuti; M&A locale; dividendo | Basso-Medio | Dividendo |
ENI | Energia | Prezzo oil/gas; capex/discipline; politica dividendi/buyback | Medio-Alto | Ciclica / Dividendo |
Tenaris | Oil services/industria | Ciclo investimenti energia; domanda tubi; margini e cash | Medio-Alto | Ciclica |
Saipem | Servizi energia | Backlog e nuove commesse; esecuzione progetti; leverage | Alto | Ciclica / Turnaround |
Prysmian | Industrial (cavi) | Elettrificazione/retI; ordini e pricing; M&A/integrazioni | Medio | Crescita / Qualità |
Leonardo | Difesa/aerospazio | Budget difesa UE/NATO; ordini/backlog; execution | Medio | Crescita / Tema difesa |
STMicroelectronics | Semiconduttori | Ciclo chip (auto/industriale); margini; capex e guidance | Alto | Crescita / Ciclica |
Ferrari | Lusso/auto | Domanda high-end; pricing power; margini e mix prodotto | Medio | Qualità / Growth |
Brunello Cucinelli | Lusso | Domanda USA/Asia; crescita retail; margini | Medio | Qualità / Growth |
Moncler | Lusso | Cina/USA; canali e inventory; FX | Medio | Growth |
Telecom Italia (TIM) | Telecomunicazioni | Semplificazione struttura azionaria (conversione risparmio → ordinarie) e impatto su governance/liquidità; mosse di Poste come azionista di riferimento; scenario dividendi 2026 (tema “event-driven”). | Alto | Turnaround / Event-driven / Value |
Analizzo ora le 4 società che hanno più potenziale e margine d'investimento nella nostra watchlist 2026 delle migliori azioni italiane da monitorare.
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Ferrari: prospettive di mercato rosee per un segmento auto che non conosce crisi
Prezzo attuale | Rendimento 2025 | Price/Earning | Dividend Yield |
€ 318.70 | -22.72% | 35.81 | 0.94% |
Ferrari viene da un anno complicato: come potete vedere dal grafico, l’andamento delle quotazioni è stato respinto all’indietro da un doppio massimo che ha determinato una serie di minimi progressivi e un rendimento annuo del -22.72% che non può sicuramente accontentare gli investitori, anche alla luce di un dividendo ridotto ai minimi termini.

Noi inseriamo il titolo nella watch list perché abbiamo previsioni sempre ottimistiche su un particolarissimo settore auto, quale quello delle supersportive di lusso, che non risente delle problematiche attuali del comparto automotive.
Enel: l’affidabilità del dividendo pagato regolarmente
Prezzo attuale | Rendimento 2025 | Price/Earning | Dividend Yield |
€ 8.88 | +28.91% | 14.69 | 5.46% |
Un titolo sempre tra i migliori, protagonista del comparto energetico tipicamente difensivo, quindi adatto anche nei periodi di mercato orso.
Se osserviamo la corsa del 2025, in linea con l’indice di riferimento Ftse Mib, e il parametro di Dividend Yield, Enel non dovrebbe essere la prima scelta, non individuando particolari prospettive di extra crescita.

Il parametro che ci fa inserire Enel nella watch list è la sicurezza del dividendo, un premio che da decenni il colosso energetico riconosce ai propri investitori e che dovrebbe essere presente in qualunque portafoglio di investimenti, in particolare in un portafoglio strutturato sull'incasso dei dividendi.
Anche il Price/Earning non elevato suggerisce che Enel ha ancora ampi margini di crescita.
Saipem: ottime prospettive di crescita sul piano industriale
Prezzo attuale | Rendimento 2025 | Price/Earning | Dividend Yield |
€ 2.42 | -3.35% | 15.13 | 7.01% |
Un titolo che stenta a scaricare sul mercato azionario le potenzialità e le ottime notizie che provengono dal settore delle infrastrutture e impianti energetici.
Eppure noi lo inseriamo nella nostra watchlist, nonostante un Price/Earning medio, grazie a un valore del Dividend Yield molto buono e sulle previsioni che il Gruppo, sempre protagonista a livello internazionale, tornerà ai valori di qualche anno fa.

Sono fiducioso che, a meno di sconvolgimenti imprevisti sul mercato, Saipem potrà vivere un 2026 da protagonista sul mercato azionario italiano.
Banca Mps: un Dividend Yield che fa dimenticare alcuni problemi specifici
Prezzo attuale | Rendimento 2025 | Price/Earning | Dividend Yield |
€ 9.13 | +34.15% | 6.57 | 9.42% |
Anche MPS ha usufruito di un anno particolarmente brillante per tutto il settore bancario/finanziario, nonostante la banca si porti dietro alcuni problemi strutturali che non sono mai stati risolti.

I parametri che ci fanno inserire Monte dei Paschi nella nostra watchlist sono:
- un Price/Earning che indica che al momento le quotazioni sono a sconto e che il titolo presenta degli ampi margini di recupero, anche se un valore troppo basso di questo parametro potrebbe a volte rappresentare un segnale di potenziale pericolo;
- un Dividend Yield di valore assoluto, che dovrebbe tranquillizzare gli investitori riguardo al fatto di ricevere una remunerazione periodica del capitale in linea con le migliori aspettative.
Conclusioni
Alla fine di questa breve analisi sulle migliori azioni da comprare nel 2026 non possiamo che consigliarvi di utilizzare i parametri che vi abbiamo consigliato: se l’analisi tecnica è quella che utilizziamo per le nostre scelte di breve periodo, l’analisi fondamentale, sulla cui portata ci sarebbe molto da aggiungere, è preferibile per le scelte di medio/lungo periodo.