- Motivi di varia natura dietro una corsa dei metalli preziosi che sembra inarrestabile
- Grande storno nella settimana scorsa ma veloce ripartenza
- Le previsioni a lungo termine suggeriscono ora prudenza

Quando circa 3 anni fa proponevo ai miei clienti di acquistare lingotti d’oro, sulla convinzione che la situazione economica e politica complessiva avrebbe fatto aumentare il valore del metallo prezioso, diverse persone non condividevano l’idea che a 50 euro al grammo l’investimento fosse ancora conveniente.
Chi mi ha seguito, a fine gennaio scorso ha visto il proprio investimento triplicare di valore, con le quotazioni che hanno raggiunto il livello incredibile di 150 euro/grammo.
Negli ultimi mesi il prezzo dell’oro ha continuato a salire, sostenuto da fattori macro noti: incertezza geopolitica, fragilità fiscale, domanda delle banche centrali, copertura dal rischio monetario.
Ma proprio ora si cominciano ad avvertire alcuni scricchiolii che dovrebbero mettere almeno in allerta chi ha sovrappesato la propria posizione nei metalli preziosi.
La Lunga Fase Rialzista mostra alcuni Segnali di Riflessione che dobbiamo cogliere
Il pesante storno della settimana scorsa, in parte rientrato con il rimbalzo di quella in corso, non preoccupa tanto in un'ottica di mantenimento delle quotazioni dell’oro su questi livelli.
La vera anomalia sta nel fatto che tutto questo stia avvenendo in parallelo, sia sul piano statistico sia su quello dei derivati. Variabili che, in un contesto di rialzo, dovrebbero raffreddarsi o arretrare stanno invece spingendo sull’acceleratore.
Ed è proprio questa incoerenza rispetto al movimento del prezzo a segnalare un rischio che resta fuori dalla narrazione ufficiale che continua a presentare l’oro come il bene rifugio per eccellenza.
Sul mercato dell’oro si sta formando qualcosa di decisamente insolito. Non lo si vede nelle quotazioni e non salta fuori dai grafici più diffusi. È un processo silenzioso, tecnico, che sfugge a chi si limita a guardare la superficie. Sotto, lentamente, si sta accumulando una tensione che potrebbe rivelarsi destabilizzante.
Quelle dinamiche che non anticipano le crisi con segnali evidenti, ma ne costruiscono il terreno. Per questo il punto non è stabilire se l’oro sia in salute o meno, ma capire se stia diventando fragile nel modo più subdolo possibile.
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Molto probabilmente siamo avviati verso una fase di elevata volatilità con quotazioni che potrebbero ancora presentare delle fasi long, anche se la forza rialzista dovrebbe a questo punto presentare dei rallentamenti.
Fattori che potrebbero spingere l’oro al rialzo
- Inflazione persistente: se i prezzi rimangono alti o le banche centrali mantengono politiche monetarie accomodanti, l’oro spesso viene visto come rifugio.
- Rischi geopolitici: tensioni internazionali o crisi possono spingere gli investitori verso asset sicuri.
- Debolezza del dollaro: un dollaro più debole rende l’oro più appetibile in termini di valuta estera.
Fattori che potrebbero frenarlo
- Tassi di interesse in aumento: rendimenti più alti dei bond possono ridurre l’appeal dell’oro, che non paga interessi.
- Mercati azionari forti: quando le azioni rendono bene e il rischio percepito è basso, l’oro tende a perdere attrattiva.
- Domanda industriale o monetaria più debole: riduzioni negli acquisti da parte di banche centrali o gioielleria possono pesare.
Conclusioni
La mia visione dell’oro continua nel complesso a essere positiva, ma la corsa di questi anni è stata veramente esplosiva e ha portato il valore del metallo prezioso a livelli inimmaginabili in così poco tempo.
Se anche dovessimo vedere degli strappi rialzisti, questi dovrebbero essere nel complesso più modesti e caratterizzati da volatilità con fasi alternate long e short. Per approfondimenti, leggete anche le previsioni oro tra 10 anni.
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