La Fed ha annunciato il QE2 ma funzionerà?

Mercoledì scorso la Fed ha finalmente annunciato il nuovo piano di quantitative easing (QE) per un totale di $600 miliardi. Il programma di QE della Fed consiste nell’acquisto da parte della banca centrale americana di obbligazioni governative e titoli garantiti da prestiti ipotecari per abbassare i tassi di interesse effettivi di mercato. Lo scopo principale dell’utilizzo di questo strumento da parte della Fed, la cui efficacia è ancora in discussione, è di far ripartire il mercato immobiliare negli USA,
mantenendo bassi i tassi di lungo periodo per un certo periodo di tempo.

Le critiche Mentre l’uso del QE diventa sempre più ampio, le critiche su questo “nuovo strumento”  della Fed stanno diventando sempre più diffuse. Le critiche sostengono che la costante emissione di moneta attuata dalla Fed metterà in pericolo la stabilità economica nel lungo periodo creando condizioni di iperinflazione (inflazione estremamente alta) che porterà ad un maggior numero di bolle speculative nel mercato. Uno dei principali critici al piano di QE della Fed è il membro del FOMC e Presidente della filiale della Fed di Kansas City, Thomas Hoenig. In diverse occasioni, Hoenig ha dichiarato che la Fed dovrebbe fare un sforzo per evitare gli stessi errori del 2001, quando i tassi di interesse eccessivamente bassi avevano innescato la devastante bolla speculativa nel settore immobiliare.

Hoenig, che si preoccupa soprattutto delle pressioni inflazionistiche, rappresenta la voce meno conciliante durante gli incontri del FOMC; egli ha sempre espresso la sua disapprovazione verso l’obiettivo della Fed di gonfiare l’economia e mette in guardia dal rischio di iniettare miliardi di dollari attraverso il piano di QE nell’economia. Altri sostengono che il QE è solo una tempesta in una tazza di tè, ossia niente di cui preoccuparsi.

L’emissione di moneta da parte della Fed metterà in pericolo la stabilità economica nel lungo periodo, creando iperinflazione Secondo Alan Rohrbach, un reporter del Financial Times, il QE della Fed è semplicemente un risultato dell’inazione del governo statunitense. Il parlamento statunitense è rimasto piuttosto indeciso su come affrontare al meglio la debolezza economica con programmi di stimolo fiscale. Nonostante la nuova maggioranza repubblicana emersa con le elezioni di medio termine negli USA abbia riproposto di ripristinare i crediti d’imposta in vigore durante l'amministrazione precedente, restano ancora parecchi dubbi sui mezzi che intende utilizzare  l’amministrazione americana per legiferare con efficacia in materia fiscale. La Fed, quindi, a causa dell’inazione legislativa, sembra non avere altra scelta se non utilizzare i suoi poteri per stabilizzare l’inflazione e la crescita.

Per questo processo è stato coniato da Alan Rohrbach il termine “‘taxulationsm” e letteralmente significa che la Fed ha dovuto colmare il vuoto legislativo lasciato dal Congresso attraverso una politica monetaria aggressiva. Tuttavia, questo processo “innaturale” non potrà sostituirsi  all’intervento legislativo. L’economia statunitense affonderà di nuovo, solo questa volta con maggiori squilibri, risultato di un’espansione monetaria aggressiva.

Parliamo di guerra delle valute

Oltre alle critiche che provengono dal fronte interno, la Fed si sta anche attirando le critiche della comunità internazionale, soprattutto di Tailandia, Brasile, Corea del Sud e Cina, paesi che stanno attuando una buona politica di crescita delle esportazioni. Questi paesi criticano gli USA perchè questi ultimi sembrerebbero, da una parte, adottare una politica che limita gli squilibri del mercato e le manipolazioni valutarie e dall’altra sostengono una politica di creazione artificiale di bassi di tassi di interesse per la propria economia (attuando quindi una sorta di manipolazione delle valute). Nonostante le tensioni sembravano essersi un po’ allentate dopo il summit del G20 del mese
scorso, il Segretario al Tesoro degli USA si è posto sulla difensiva verso le economie emergenti minacciando di imporre imposte sul flusso di capitali in entrata per abbattere la richiesta di valute dei paesi emergenti mettendo quindi in pericolo le loro esportazioni. Nonostante l’efficacia del piano di QE della Fed resti incerta, è chiaro adesso che la Fed dovrà tenere in forte considerazione il contesto internazionale prima di muoversi in modo aggressivo e che potrebbe limitare la misura dei suoi piani nel lungo periodo e conseguentemente aggravare la debolezza del dollaro.

La settimana sia sul fronte del mercato Forex che della materie prime è stata eccezionalmente volatile. L’annuncio di mercoledì del piano di QE della Fed e i dati migliori delle attese diffusi venerdì sugli occupati del settore non agricolo hanno creato oscillazioni di 200 pip in entrambe le direzioni. I vincitori dell’OpenBook hanno tratto beneficio dalla volatilità del mercato con i primi posti ugualmente distribuiti tra Short Sellers e Long Buyers.


A cura di: eToro