Sterlina solida o in declino


La sterlina britannica si trova in una situazione difficile, tra l’incudine e il martello. Da una parte, la sterlina è scontata rispetto al suo giusto valore nei confronti dell’euro; ciò nonostante il fatto che la costantemente elevata inflazione abbia iniziato a erodere il valore della valuta inglese. Dall’altra parte, la sinergia tra il futuro consolidamento fiscale e l’attuale politica monetaria espansiva va generalmente a discapito del rafforzamento della valuta.
La dicotomia della sterlina britannica mette anche la Banca d’Inghilterra in una situazione difficile. La Banca Centrale britannica è impegnata a mantenere la stabilità dei prezzi. In particolare, nel caso della BoE, i prezzi al consumo, come evidenziato dall’Indice dei Prezzi al Consumo, devono essere tenuti al 2% per un determinato periodo di tempo. La banca centrale deve “spiegare” ogni aumento o diminuzione del target di inflazione al Ministro del Tesoro e delle Finanze.
Il tasso di riferimento della banca centrale allo 0,5% , fissato nel marzo 2009, è al momento fermo da due anni. In circostanze “normali”, le pressioni inflazionistiche porterebbero a un incremento dei tassi d'interesse, ma l'economia britannica è tutto fuorché normale. Con le stime sulla crescita al 2%, la BoE non alzerà per un po’ i tassi di interesse e molti analisti prevedono che ciò non avverrà fino al quarto trimestre.

Come il MPC vede l’inflazione
Mervyn King, il Governatore della Banca d’Inghilterra, ha dichiarato durante un recente discorso che l'inflazione nel corso degli ultimi quattro anni è stata direttamente influenzata dai prezzi più elevati del comparto energetico, delle importazioni e dell'IVA. La conclusione è che, altrimenti, l’inflazione sarebbe stata pari a zero. Essendo questo il caso, la politica monetaria - influenzando solo l’inflazione domestica – è troppo stretta.

Alcuni membri dell’MPC hanno sostenuto nel passato che l’inflazione sia solo un fenomeno monetario e indipendente dalle “cose reali”. Questa valutazione genera due pensieri: primo, le crisi dei prezzi non possono sempre essere la causa di un’elevata inflazione; secondo, solo l’inflazione”aggregata” è influenzata dalla politica monetaria. Inoltre, la globalizzazione si delinea come una crisi dei prezzi relativi, non dei prezzi assoluti. E ciò che succede ai livelli generali dei prezzi dipende dalla politica monetaria. Le oscillazioni dei prezzi relativi possono e hanno un effetto sull’inflazione, sebbene generalmente nel breve periodo.

La relazione tra i tassi di interesse e l’inflazione
Secondo gli analisti, se il calo dei tassi di cambio fosse in origine reale, ci sarebbe meno probabilità che essi abbiano un effetto permanente sull’inflazione domestica. Il rovescio della medaglia è che quei “fattori” che influenzano in modo duraturo i tassi di cambio nominali e i livelli di prezzo domestici hanno generalmente una natura monetaria. Quei “fattori”possono comprendere, ma non si limitano certo a, il
peggioramento delle condizioni commerciali, la riduzione della produttività all’interno di settori commerciabili, i tagli del governo al bilancio, misure di monetary easing, etc. Certamente questi quattro fattori hanno molto probabilmente giocato un ruolo primario nella svalutazione della sterlina.

Inflazione e Prospettive di Crescita
Una recente analisi di Goldman Sachs stima che l’inflazione del Regno Unito potrebbe essere il doppio del target del 2% fissato per quest’anno dalla Banca d’Inghilterra. Nonostante la contrazione dell’economia del Regno Unito nel quarto trimestre - generalmente considerata un evento collegato con il clima – le prospettive di crescita per il 2011 restano sostanzialmente positive, con un aumento del tasso di solidità dell'economia. La Banca d’Inghilterra prevede una crescita pari al 2% per quest'anno. Tuttavia, alcuni analisti prevedono che essa potrebbe essere pari al 2,4%, come conseguenza dei continui miglioramenti del saldo attivo della bilancia commerciale, risultato dell’aggressivo piano governativo di riduzione del deficit e dei ricavi generati da un aumento delle imposte.

Qual è la situazione sul mercato FX?
Nonostante la sterlina abbia sofferto di pressioni alla vendita nelle ultime settimane insieme alla forte delusione per i risultati del PIL del quarto trimestre, la valuta inglese è riuscita a mantenersi sopra il livello di 1,6. Perfino il sorprendente dato sui salariati del settore non agricolo non è riuscito a innescare ulteriori pressioni alla vendita e a far scivolare la valuta sotto quota 1,6$. Sembra che gli operatori finanziari  considerino la contrazione che ha caratterizzato il quarto trimestre come un lieve sobbalzo nella strada verso la ripresa, mantenendo quindi le scommesse sulla sterlina fino a quando non saranno chiare le
tendenze sulla crescita per il primo trimestre e per il resto dell’anno.

Se infatti i pattern di crescita torneranno nella direzione di una ripresa, considerando che stiamo entrando in un periodo di inflazione globale e che la sterlina si ritiene abbia dei buoni rendimenti, allora la valuta inglese potrebbe beneficiare di ulteriori flussi in entrata. Tuttavia, una deludente crescita del primo trimestre potrebbe far di nuovo salire i timori nel Regno Unito e gli investitori potrebbero riconsiderare le proprie posizioni sulla sterlina.

Nel corso di questa settimana è andato delineandosi un trend che ha visto l’indebolimento del dollaro rispetto a molte altre valute. Questa situazione potrebbe consentire a molti trader di beneficiare dei movimenti del mercato focalizzandosi sull’attuale tendenza.

A cura di: eToro