Economia in lieve frenata


I dati parlano chiaramente di un rallentamento dell’economia statunitense. Meno di due settimane fa, l’Ufficio di Statistica ha rilasciato le stime sulla crescita relative al primo trimestre e, con delusione dei mercati, il dato ha mostrato una flessione dell’1,8% rispetto alle stime precedenti. Gli analisti si aspettavano un incremento del PIL al 2,2%. L’Ufficio ha precisato che la deludente spesa per consumi ha certamente contribuito a tale risultato.

Che i consumatori spendano meno è stato confermato da altri dati con l’Ufficio del Lavoro che riporta che le spese per consumi personali sono diminuite allo 0,4%, al di sotto delle previsioni che parlavano dello 0,5% e in flessione rispetto allo 0,6% del periodo precedente.

Ovviamente i consumatori non stanno acquistando proprietà immobiliari. Diversi dati provenienti dalle diverse agenzie che monitorano il settore immobiliare mostrano che i prezzi delle abitazioni sono scesi del 4,2% nel primo trimestre del 2011, il livello più basso da metà 2002. Se le vendite di abitazioni nuove sono aumentate marginalmente ad aprile, i numeri rimangono vicino al minimo storico. E vi è anche una saturazione del mercato delle case disponibili per la vendita con un conseguente declino nelle costruzioni di abitazioni e nei permessi di costruzione.

Anche il settore manifatturiero sembra in flessione. Diversi indici PMI regionali hanno tutti riportato risultati inferiori alle stime degli analisti; il più recente indice PMI di Chicago è risultato in declino a maggio a 56,6, più di 10 punti in meno rispetto al dato di aprile. Gli analisti sottolineano che gli indici PMI statunitensi tendono a essere un indicatore affidabile della produzione.

Il deludente dato del Dipartimento del Lavoro pubblicato ieri conferma l’ipotesi del rallentamento dell’economia. Gli economisti si aspettavano 190.000 nuovi posti di lavoro  a maggio nel settore privato, ma i dati parlano solo di 54.000 unità.

Alcuni analisti fanno notare come il rallentamento economico del 2011 appare identico a quello del 2010. La Federal Reserve ha annunciato la realizzazione del suo programma di QE da 600 mila miliardi di dollari, notizia apprezzata dai mercati.

È il QE3 il rimedio?

Con la fine questo mese del programma di QE2 della Fed e con tutte le condizioni che anno pensare a un altro rallentamento economico, funzionerà il QE3? Perfino con questi dati la decisione non è scontata.

Alcuni membri della Fed sostengono che il rallentamento è stato causato da fattori transitori tra cui il terremoto in Giappone, le cattive condizioni meteorologiche negli USA di inizio anno e l’aumento dei prezzi dell’energia e quindi non sarebbero necessarie ulteriori misure accomodanti. In realtà, alcuni membri della Fed stanno ancora auspicando un aumento dei tassi di interesse per contrastare gli effetti dell’inflazione.

Ancora nessun membro della Fed ha “ufficialmente” indicato neppure lontanamente una QE3 come una possibilità, sebbene i mercati ci stiano già scommettendo. È un errore?

Secondo gli analisti della Deutsche Bank lo è e per tre ragioni specifiche.

Primo, essi credono che la Federal Reserve continuerà a portare avanti la sua posizione del “è tutto transitorio” per evitare un QE3.  Per la seconda metà dell’anno poi le previsioni di crescita della Fed non sono previste in calo.

Secondo, gli analisti di Deutsche Bank fanno notare che i tassi di interesse sono diminuiti regolarmente toccando nuovi minimi nonostante l’indice sul dollaro si sia anch’esso tenuto su livelli bassissimi. Essi ritengono che, date le attuali misure, le condizioni finanziarie del paese sono state “straordinariamente accomodanti” e l’efficacia di ulteriori accomodamenti ne risulterebbe attenuata.

Terzo, la Fed vorrà evitare qualunque altra reazione politica violenta (sia interna che internazionale) simile a quella affrontata ( e che sta ancora affrontando, in qualche misura) quando ha annunciato per la prima volta e poi attuato il QE2.

L’efficacia del programma di QE2 della Fed, che si concluderà presto, è ancora in discussione. Ciò fa riflettere su quanto sarà efficace un QE3.  Alcuni suggeriscono che se verrà attuato un QE3 la fiducia dei consumatori e dei consumatori potrebbe tornare a crescere prima della fine dell’estate.


A cura di: eToro