Di: DailyForex
Invece della recente retorica della Fed che ha portato gli investitori a credere che la banca centrale statunitense avrebbe preso una posizione più aggressiva, ieri la Federal Reserve non è riuscita a portare a termine le cose, indicando invece che nel prossimo periodo i tassi d’interesse dovrebbero rimanere agli attuali minimi storici.
Sia gli analisti che i traders sono rimasti sorpresi dal fatto che la Fed abbia abbassato il suo obiettivo a lungo termine sui tassi d’interesse, che inizialmente ci si aspettava iniziassero ad aumentare al più presto l’anno prossimo. La Federal Reserve è riuscita però, come previsto, a portare a termine il taglio dell’allentamento quantitativo di ulteriori 10 miliardi di Dollari al mese.
Sulla scia della sorpresa della Fed, lo U.S. Dollar Index è inizialmente crollato i suoi livelli più bassi in due settimane, perdendo lo 0,3% per essere scambiato a 80,635 .DXY. La coppia USD/JPY è scesa a 101,91 Yen, in ribasso rispetto al picco di questa settimana di 102,38 Yen, mentre la coppia EUR/USD è salita a 1,3600 Dollari, discostandosi dal minimo settimanale di 1,3513 Dollari.
Dollaro Neozelandese più forte
Le valute legate alle materie prime hanno ricevuto un forte impulso dal Dollaro statunitense, con la coppia NZD/USD che guadagna circa l’1% a 0,8736 Dollari, un picco su sei settimane, ed avvicinandosi ad un massimo su tre anni, stabilito lo scorso mese, di 0,8779 Dollari. Il Dollaro neozelandese ha ricevuto supporto anche dai dati del PIL, che mostrano come la Nuova Zelanda sia cresciuta dell’1% nel primo trimestre dell’anno, prova che la nazione sta battendo la maggior parte delle sue pari nelle nazioni sviluppate.