- Uno dei temi più dominanti sui mercati oggi è l’oro, e in misura minore l’argento, in forte rialzo fino a segnare nuovi massimi storici: l’oro scambia sopra 4.700 $ e l’argento sopra 94 $. L’oro sta facendo meglio dell’argento e, mentre scrivo (in prossimità dell’apertura di Londra), sta rompendo verso nuovi massimi. I trend follower potrebbero essere interessati a posizionarsi long su questi livelli. Secondo gli analisti, la spinta rialzista sui metalli preziosi deriva dalla retorica aggressiva del presidente USA Donald Trump sull’intenzione di prendere possesso della Groenlandia, cosa che sta aumentando le tensioni con l’Unione Europea attraverso la Danimarca, dato che la Groenlandia è una regione autonoma del Regno di Danimarca. Sullo sfondo, c’è anche la prospettiva di una guerra importante con l’Iran, con gli Stati Uniti che stanno spostando asset militari verso l’area e con speculazioni sul destino del regime iraniano dopo la repressione insolitamente violenta di proteste su larga scala avvenute la scorsa settimana. Esiste un trend rialzista di lungo periodo su oro e argento, ed è impossibile prevedere dove finirà, anche se 5.000 $ per l’oro e 100 $ per l’argento saranno certamente traguardi psicologici rilevanti.
- Il presidente Trump ha imposto nuovi dazi su 8 importanti alleati NATO e UE in relazione alla Groenlandia, partendo dal 10% e arrivando fino al 25% se gli Stati Uniti non avranno acquisito la Groenlandia entro il 1° giugno 2026. L’UE sembra orientata a imporre dazi di ritorsione su alcune importazioni selezionate dagli Stati Uniti, alimentando lo spettro di una guerra commerciale. Un altro elemento da monitorare è il Board of Peace (Consiglio per la Pace) di Trump, inizialmente creato come meccanismo per la riabilitazione di Gaza dopo la guerra di 2 anni tra Israele e varie altre forze. Trump sta annunciando i membri e sembra voler riunire Paesi con interessi nell’area; tuttavia, ora pare considerare il Board of Peace - che, a quanto dichiarato, presiederebbe a vita - come una sorta di sostituto de facto del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Inoltre, vorrebbe che ogni membro pagasse 1 miliardo di dollari per una membership di 3 anni. È dubbio che molti Paesi aderiranno a questa impostazione oltre la questione Gaza, e anche questo rappresenta una potenziale fonte di tensione geopolitica capace di scuotere i mercati.
- Le borse stanno scambiando in ribasso ovunque, per gli stessi motivi che spingono oro e argento a nuovi record: l’indice SP 500 è vicino al minimo di 1 mese. Da ricordare che resta un bull market, dato che l’S&P 500 ha segnato un nuovo massimo storico appena la scorsa settimana, ma lo slancio rialzista appare sempre più debole.
- Il contesto più “risk-off” ha fatto scivolare nuovamente il valore di Bitcoin verso i minimi di gennaio, dopo che in precedenza aveva realizzato un breakout rialzista oltre il suo range di medio periodo.
- Sul mercato Forex si sta osservando più volatilità questa settimana, dopo un periodo di diversi mesi caratterizzato da volatilità estremamente bassa. Tra le principali valute, la più forte finora oggi è stata ancora il dollaro neozelandese, mentre lo yen giapponese è risultato il più debole. La coppia USD/JPY scambia nuovamente sopra quota ¥158. Sono long su questa coppia da un po’ di tempo, e anche i trend trader probabilmente lo saranno.