Lo scoppio nel weekend di una guerra su larga scala tra Stati Uniti e Iran ha portato molti mercati ad aprire con gap importanti, al rialzo o al ribasso, in particolare il petrolio greggio che registra un forte rialzo.
- Il sorprendente attacco diurno USA/israeliano contro l’Iran di sabato mattina ha avuto circa 36 ore per “dispiegare” i suoi effetti prima della riapertura dei mercati. La reazione più evidente e comprensibile è stata l’apertura del petrolio con un gap nettamente rialzista: nella tarda sessione asiatica il greggio era in rialzo di oltre il 7% rispetto alla chiusura di venerdì. La guerra sta anche sostenendo con forza i metalli preziosi e ha provocato gap su diverse coppie valutarie e cross.
- Petrolio WTI: con l’avanzata di oltre il 7%, potrebbe essere un buon momento per “sell the fact” dopo aver “comprato la voce”. In sostanza, anche se lo Stretto di Hormuz è ancora semi-chiuso (creando un collo di bottiglia sul 20% delle forniture globali di greggio che vi transitano), l’ipotesi che nessuna delle due parti voglia colpire seriamente le infrastrutture petrolifere potrebbe ancora reggere, nonostante l’Iran abbia attaccato tre petroliere nello Stretto nelle ultime ore. Questo suggerisce che il prezzo del petrolio potrebbe non riuscire a salire molto di più. È per questo motivo che ho chiuso stamattina la mia posizione long. Potrei sbagliarmi: se ci fosse una distruzione importante delle infrastrutture petrolifere, il prezzo salirebbe certamente.
- Oro: ha aperto con un gap rialzista di quasi il 2% e il prezzo dell'oro sta salendo in modo molto bullish, avvicinandosi persino al record di chiusura registrato alcuni mesi fa. Il sentiment nervoso, “da crisi”, legato alla guerra in Medio Oriente sta spingendo l’oro al rialzo. Anche l’argento ne beneficia, ma, cosa interessante, oggi finora è l’oro a sovraperformare: un cambio rispetto a gran parte della scorsa settimana.
- Indice S&P 500: le contrattazioni fuori orario indicano che l’indice tratta oltre l’1,2% sotto la chiusura di venerdì, un calo significativo per iniziare la settimana in pre-market. Il prezzo del S&P 500 scende con momentum ribassista e sembra probabile un test dei minimi a 3 mesi. Un’area ancora più bassa, intorno a 6.500, potrebbe diventare estremamente cruciale quando e se verrà rivisitata, per la confluenza tra un recente forte rimbalzo rialzista e la media mobile semplice a 200 giorni. Oggi la maggior parte degli indici azionari è in calo.
- L’Iran ha sparato e continua a colpire diversi Paesi della regione: Israele, Kuwait (dove sarebbero stati uccisi marinai statunitensi), Iraq, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman e Arabia Saudita. Sono state colpite aree civili e si registrano vittime in vari di questi Paesi. Una delle basi sovrane britanniche a Cipro è stata colpita ieri, segnando il primo attacco iraniano contro un obiettivo europeo. Nel complesso, le prime indicazioni suggeriscono che la guerra stia andando bene per Stati Uniti e Israele e male per l’Iran. Quasi tutta la leadership di primo livello del Paese sarebbe stata uccisa nel primo attacco di sabato mattina, incluso la Guida Suprema Ayatollah Khamenei.
- Nelle prime ore di oggi, Hezbollah ha attaccato il nord di Israele con razzi e probabilmente anche droni. La risposta israeliana è stata drastica e ha incluso l’uccisione mirata di un politico di Hezbollah a Beirut. Hezbollah non ha ancora reagito, ma ora è probabile una campagna militare israeliana di ampia portata in Libano.
- Bitcoin continua a mostrare un’impostazione ribassista sotto la resistenza chiave a 71.762$. È possibile che il recente minimo vicino al supporto a 61.229$ diventi decisivo: se quel livello dovesse cedere, il prezzo potrebbe scendere verso 50.000$ o anche più in basso.
- Nel mercato Forex, dalla riapertura di Tokyo la valuta principale più forte è stata il dollaro canadese (trainato dal rialzo del petrolio), mentre la più debole è stata la sterlina britannica. Questa settimana il Forex potrebbe essere difficile da navigare, tra possibili colpi di scena sul tema dei dazi USA e le preoccupazioni legate alla guerra tra Stati Uniti e Iran.
- Più tardi è attesa la pubblicazione dell’ISM Manufacturing PMI negli Stati Uniti.