Analisi tecnica dell’oro alla luce della forza del Dollaro - 27 novembre 2019

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Durante la sessione di negoziazione di martedì, i prezzi dell’oro sono scesi ai 1450 dollari, il livello più basso in due settimane, per poi rimbalzare ai 1460 dollari al momento della stesura di questo articolo e in vista dell’annuncio di un pacchetto di importanti dati economici statunitensi che influenzeranno le tendenze del dollaro USA, contribuendo alla recente pressione sui prezzi dell’oro. La propensione al rischio degli investitori, che è negativa nei riguardi dell’oro, è aumentata in virtù dell’ottimismo per cui l’accordo commerciale USA-Cina sia vicino. Ai mercati però manca la data esatta in cui ci sarà la firma formale della prima fase dell’accordo tra le due maggiori economie mondiali.

Nello stesso contesto, come riportato dall’agenzia di stampa Xinhua, i due paesi affermano di voler “risolvere i problemi relativi alle fondamentali preoccupazioni reciproche, raggiungendo un consenso sulla corretta risoluzione dei problemi correlati e concordando di mantenere la comunicazione sui problemi rimanenti nelle consultazioni sulla prima fase dell’accordo”, ma questo non è stato immediatamente confermato dalla controparte americana. Ciò è avvenuto dopo che le azioni statunitensi a Wall Street hanno raggiunto nuovi record dopo che Pechino ha annunciato nuove linee guida per la protezione di brevetti e copyright. Come è noto, i diritti di proprietà intellettuale sono uno dei motivi principali che hanno contribuito alla guerra commerciale globale.

Ieri, il Ministero del Commercio cinese ha annunciato che per risolvere la guerra tariffaria tra le due maggiori economie del mondo, alti negoziatori commerciali cinesi e statunitensi avevano concordato di tenere colloqui su un accordo preliminare.

Sotto il profilo economico, la fiducia dei consumatori negli Stati Uniti è diminuita per il quarto mese consecutivo, ma in una percentuale limitata, mentre la fiducia complessiva rimane ai massimi livelli nonostante la guerra commerciale con la Cina. Il mercato immobiliare statunitense rimane forte e non è stato molto colpito dal conflitto. Le vendite di nuove case negli Stati Uniti sono diminuite leggermente in ottobre rispetto a settembre, ma sono rimaste ben al di sopra dei livelli dello scorso anno, poiché i tassi ipotecari sono diminuiti, contribuendo a stimolare gli acquisti.

Dal punto di vista dell’analisi tecnica dell’oro: finché il dollaro resterà forte, i prezzi dell’oro verranno sottoposti a pressione ribassista all’aumentare della propensione al rischio degli investitori. La correzione al ribasso si trova di fronte al livello di supporto delle forze di breakout, che supporterà ulteriori vendite e quindi testerà livelli di supporto più forti. Aspettiamo che il supporto rompa i 1445 dollari l’oncia. Ad un rinnovamento delle preoccupazioni geopolitiche ed economiche mondiali, l’oro potrebbe saltare, come primo stadio, ai livelli di resistenza rispettivamente ai 1467 dollari, 1480 dollari e 1495 dollari. Preferiamo ancora comprare oro da ogni livello ribassista.

Dal calendario economico di oggi: la massima attenzione verrà rivolta ai dati delle sessioni statunitensi, dove saranno annunciati ordini di beni durevoli, tasso di crescita del PIL, richieste di sussidi di disoccupazione, PMI di Chicago e l’indicatore d’inflazione preferito dalla Federal Reserve, l’IPC. Quindi le entrate e le spese medie per i cittadini americani. Infine, verranno pubblicati i dati relativi alle vendite di case e agli inventari petroliferi statunitensi in sospeso.

Oro, XAU/USD

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