- Il mercato delle criptovalute ha subito un violento sell-off nel weekend, con i prezzi di Bitcoin ed Ether crollati tra liquidazioni a catena e pressioni macroeconomiche.
- Al momento in cui scriviamo, gli asset crypto stanno mettendo a segno rimbalzi di sollievo su tutta la linea, con Bitcoin tornato sopra 78.000$ ed Ether in recupero verso 2.300$.
Cosa ha causato il “flash crash” delle criptovalute?
Il brusco calo dei prezzi crypto è derivato da una combinazione di fattori macroeconomici e geopolitici, amplificata dalla scarsa liquidità del weekend e dalle posizioni a leva. L’escalation delle tensioni tra USA e Iran ha alimentato i timori di un conflitto più ampio, spingendo gli investitori a scaricare gli asset rischiosi, incluso Bitcoin, che non ha funzionato da bene rifugio.
Il rafforzamento del dollaro USA, alimentato dalla nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve (segnale potenziale di una svolta verso una politica “hard money”), ha reso più costosi per gli acquirenti globali gli asset denominati in dollari e ha contribuito alle vendite su oro, argento e asset risk-on come le criptovalute.

A peggiorare il quadro si sono aggiunti forti deflussi dagli ETF spot statunitensi su Bitcoin, per un totale di quasi 1,5 miliardi di dollari nella settimana precedente, insieme a 327 milioni di dollari di deflussi dagli ETF su Ether, riflettendo un più ampio arretramento dagli investimenti risk-on.

Tabelle dei flussi degli ETF spot su Bitcoin ed Ether. Fonte: Farside Investors
I timori di una chiusura parziale del governo USA e la possibile esplosione della “bolla” degli investimenti in AI hanno ulteriormente indebolito la fiducia.
Il crollo si è poi trasformato in una cascata di liquidazioni: circa 5,4 miliardi di dollari di posizioni long a leva sono stati spazzati via in 72 ore - di cui 4,9 miliardi solo di long. Bitcoin ha rappresentato 1,88 milioni del totale delle liquidazioni, mentre Ether ha registrato 1,9 miliardi nello stesso periodo. La scarsa liquidità del weekend ha amplificato l’effetto domino, trasformando vendite inizialmente contenute in capitolazioni forzate e cancellando centinaia di miliardi di valore di mercato.

Liquidazioni crypto su tutti gli exchange. Fonte: CoinGlass
Questo evento ha messo in luce fragilità di fondo nel mercato post-boom, dove durante i massimi precedenti si era accumulata leva eccessiva.
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Il crollo di Bitcoin a 74.000$: è stato raggiunto il minimo?
Il flash crash del prezzo Bitcoin Dollaro fino al minimo a 9 mesi di 74.500$ ha esteso la distanza al 41% dal massimo storico di 126.000$ raggiunto a ottobre 2025. Questo drawdown ha visto la maggiore criptovaluta per capitalizzazione rompere livelli chiave di supporto, come il livello psicologico di 80.000$ e il costo medio (cost basis) di Strategy intorno a 76.000$.

Le opinioni degli analisti restano divise sul fatto che si tratti di un minimo definitivo o se ci sia ancora spazio per ulteriori ribassi. Alcuni indicano 74.000$ come area critica di supporto settimanale, potenzialmente in grado di fermare temporaneamente le vendite e innescare un recupero rapido, come avvenuto ad aprile 2025.
Se ciò accadesse, Bitcoin potrebbe avviare un recupero a “V”, con una prima linea di resistenza rappresentata dalla SMA a 50 giorni a 88.790$, dal livello psicologico di 90.000$ e dalla SMA a 100 giorni a 92.400$. Oltre questi livelli, il BTC/USD potrebbe risalire fino a ritestare il massimo del range in area 98.000$, toccato il 14 gennaio.
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Tuttavia, alcuni esperti avvertono che la fase negativa potrebbe protrarsi. I segnali ribassisti includono un breakout confermato al ribasso, con target potenzialmente estesi fino a 68.000$ (in prossimità della EMA a 200 settimane) o anche più in basso in scenari estremi.
I prediction market riflettono pessimismo, indicando una probabilità del 62% che Bitcoin tocchi 70.000$ prima di tornare sopra 90.000$.

Probabilità dei target di prezzo di Bitcoin. Fonte: Polymarket
I parallelismi con il crypto winter del 2022 alimentano il timore che gli eccessi speculativi non si siano ancora del tutto scaricati, con il rischio di mesi di consolidamento o di cali più profondi se i venti contrari macro dovessero persistere.
Anche se il rimbalzo rapido verso 78.000$ offre un certo sollievo, il consenso rimane prudente: non c’è un minimo “chiaro” finché la leva non viene ripulita e il sentiment non si stabilizza.
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Il calo di Ether a 2.100$: è realistico un recupero verso 3.000$ nel breve?
Ether è sceso fino a minimi intorno a 2.150$ durante la fase di panic selling del weekend, in forte calo rispetto al picco di 5.000$ di agosto 2025, segnando un drawdown del 52%. La vendita ha portato l’altcoin a raggiungere il target ribassista di un triangolo simmetrico, come mostrato nel grafico qui sotto.

Gli indicatori di analisi tecnica forex e i dati on-chain suggeriscono una pressione ribassista significativa, con la possibilità di ulteriori test se i supporti dovessero cedere. Tuttavia, al momento in cui scriviamo, l’asset è rimbalzato verso 2.300$, indicando una prima stabilizzazione in un contesto di recupero più ampio.
Un ritorno verso 3.000$ nel breve potrebbe essere ostacolato da una forte resistenza “sopra la testa” nella fascia 2.400$–2.800$, che in precedenza era supporto e ora si è trasformata in una barriera rilevante.
Riconquistare 3.000$ potrebbe segnalare un ritorno di momentum, soprattutto se il rimbalzo di Bitcoin regge e ripartono gli afflussi negli ETF. La resilienza storica durante le correzioni, unita all’adozione istituzionale di Ethereum e agli upgrade della rete, supporta lo scenario rialzista.
Tuttavia, i rischi macro in corso (tensioni geopolitiche, forza del dollaro e l’“overhang” delle liquidazioni) potrebbero limitare i rialzi o innescare nuovi test di aree inferiori come 2.100$–2.000$.
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