L’EUR/USD ha chiuso la seduta di venerdì vicino a 1,18141, sopra i minimi visti in precedenza in giornata intorno a 1,17665, ma ben al di sotto dei massimi registrati lunedì scorso nell’area di 1,18750.
Le minacce di volatilità continuano a proiettare un’ombra sull’intero mercato Forex. L’EUR/USD ha segnato il massimo della scorsa settimana lunedì, quando è stata messa alla prova l’area di 1,18750, ma i venti contrari sono emersi rapidamente e le vendite incrementalmente hanno iniziato a intensificarsi. I trader non dovrebbero sorprendersi per i cambi di direzione piuttosto bruschi che l’EUR/USD sta mostrando in questa fase. Nervosismo e incertezza restano sensazioni ben presenti tra istituzioni finanziarie e grandi operatori. Gli spread sono ampi e i differenziali di prezzo sono aumentati nelle ultime settimane.
L’EUR/USD si è mosso in correlazione con il Forex più ampio, con scosse di volatilità, ma mostrando anche una capacità apparentemente solida di rimanere nella fascia alta del proprio range. La debolezza del dollaro (USD) è evidente, ma allo stesso tempo ci sono chiaramente discontinuità che talvolta producono spostamenti improvvisi e persistenti. I day trader che cercano di sfruttare traiettorie di momentum stanno probabilmente affrontando condizioni complesse. D’ora in avanti, la gestione del rischio dovrà restare rigorosa.
Economia, dati e tanto “rumore”

Questa settimana, gli Stati Uniti dovrebbero pubblicare il dato ufficiale sull’occupazione con il Non-Farm Employment Change mercoledì. No, non è il consueto calendario di pubblicazione delle statistiche sul lavoro USA: un parziale shutdown governativo della scorsa settimana ha causato un ritardo nella diffusione. Ad aggiungersi alla “parata” dei dati statunitensi ci saranno anche le Vendite al dettaglio martedì e i numeri dell’inflazione CPI venerdì. Consideratevi avvisati.
A rendere il quadro ancora più complesso ci sono le letture contrastanti sull’outlook economico USA e uno stato generale di incertezza alimentato da molto “rumore” e interpretazioni concorrenti della realtà. Se questa frase sembra confusa, basta immaginare come possano sentirsi le istituzioni finanziarie nel tentativo di capire cosa accadrà nel medio termine. Ed è proprio questo disagio a generare volatilità sull’EUR/USD e su altre valute. Sembra che molte case di investimento credano ancora che la Fed tenderà verso una politica dei tassi più dovish, ma interpretare il dollaro resta complicato, se non per il fatto che la Casa Bianca appare a proprio agio con un sentiment più debole sull’USD.
EUR/USD: fascia alta e nervosismo
Osservando l'analisi forex, l’EUR/USD continua a muoversi su un range più elevato. L’ultima volta che la coppia ha mantenuto valori così alti in modo sostenuto risale al 2021. La capacità dell’EUR/USD di restare sopra 1,18000 è un segnale che le istituzioni finanziarie sono relativamente a loro agio con un quadro di debolezza del dollaro.
- Tuttavia, volatilità e rischio di giornate ancora più turbolente nel breve restano un fattore reale per i day trader.
- Cercare un movimento moderato al rialzo dell’EUR/USD in questa settimana sembra una scommessa sensata, se il supporto tecnico tiene.
- Un EUR/USD ben sopra 1,18000 non è affatto irrealistico, ma non dovrebbe sorprendere nemmeno un’eventuale discesa sotto tale soglia, mentre la coppia “lotta” nel suo attuale contesto per definire un equilibrio accettato.
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Outlook settimanale EUR/USD
Fascia di prezzo speculativa per EUR/USD: 1,17825 – 1,19020
L’EUR/USD sta attualmente scambiando su livelli alti rispetto ai grafici di lungo periodo, ma rimane sotto i massimi temporanei di medio termine che si sono rivelati “outlier”. Questo lascia spazio a ulteriori esplorazioni verso l’alto, che potrebbero non apparire come territorio di ipercomprato agli occhi delle istituzioni.
I dati USA in uscita questa settimana influenzeranno l’EUR/USD. Tuttavia, potrebbe contare ancora di più la linea politica della Casa Bianca - guidata dal Segretario al Tesoro Bessent - perché sembra che l’amministrazione Trump desideri un dollaro più debole.
Ed è questo che i day trader dovrebbero tenere a mente quando sentiranno parlare dei dati sul lavoro di mercoledì e dell’inflazione di venerdì: un USD più debole può aiutare l’economia statunitense. Ma è altrettanto importante ricordare che si tratta di un gioco quotidiano in cui il breve termine, per quanto possa sembrare estremo ai piccoli speculatori, non è cruciale per le grandi istituzioni, che ragionano su orizzonti di medio periodo. In altre parole, la minaccia di oscillazioni dell’EUR/USD è molto più rilevante per i day trader rispetto alle istituzioni finanziarie, che dispongono di molteplici strumenti per gestire i cicli Forex di medio e lungo termine.
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