Il petrolio WTI ha chiuso questo fine settimana intorno a 42,495 USD, terminando vicino al minimo settimanale e mostrando la capacità di testare livelli più bassi, ricordando ai trader che la pressione ribassista resta presente nel medio periodo.
Il petrolio WTI ha chiuso venerdì vicino al minimo della settimana, intorno a 42,495, dopo aver testato 62,000 USD nelle prime ore della giornata. Il massimo settimanale del petrolio WTI è stato registrato mercoledì, quando è stata messa alla prova l’area di 65,700. Tuttavia, dopo aver raggiunto quel picco, che ha riportato la materia prima vicino ai massimi visti a fine gennaio, il petrolio WTI ha incontrato pressione ribassista. Nel giro di poche ore, mercoledì, il petrolio WTI si è ritrovato a combattere attorno al livello di 65,000.
Giovedì ha continuato a vedere una fase di “lotta” intorno a 65,000, ma ancora una volta la pressione in vendita ha iniziato ad aumentare e, questa volta, il livello di 63,000 è apparso vulnerabile mentre gli orsi guadagnavano forza. Con l’avvio delle contrattazioni di venerdì, sono emerse ulteriori vendite e il petrolio WTI è sceso verso 62,500; c’è stato un breve tentativo di recupero che ha riportato 63,000 in vista, ma poi una nuova spinta al ribasso ha fatto sprofondare la materia prima sul minimo settimanale.
Un “terreno” è stato stabilito sul petrolio WTI

Il rialzo di metà settimana del petrolio WTI è stato probabilmente un tentativo solido da parte di grandi player speculativi, sostenuti anche da acquisti corporate, ma la materia prima ha chiaramente trovato una resistenza robusta. Ora la domanda che circolerà all’inizio della prossima settimana è se il petrolio WTI incontrerà un supporto altrettanto solido. Da notare che domani negli Stati Uniti è festivo, quindi le risposte reali potrebbero arrivare solo da martedì in poi.
La traiettoria ribassista del petrolio WTI non dovrebbe aver sorpreso: nel medio periodo il mercato si è mosso spesso su livelli più bassi e, sotto diversi aspetti, nell’ultimo anno ha dovuto fare i conti con pressioni di vendita. Il petrolio WTI ha mostrato difficoltà nel costruire un momentum rialzista davvero convincente. Offerta e produzione restano forti, quindi i day trader in cerca di opportunità potrebbero continuare a cercare zone da vendere, puntando poi a piccoli rimbalzi correttivi.
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Momentum e petrolio WTI: la situazione adesso
Provare a cavalcare il momentum ribassista in questa fase potrebbe essere visto con sospetto dai trader tecnici, che probabilmente ritengono che il supporto sia stato presente ai prezzi attuali sin dal 3 febbraio.
- Ma per chi ha un gusto più “avventuroso”, il petrolio WTI era sotto 62,000 USD anche prima, e a gennaio per un periodo consistente è stato sotto 60,000.
- Sì, continua a pesare l’ombra del rafforzamento di asset militari USA in Medio Oriente in vista di una possibile azione contro l’Iran, e questo potrebbe offrire un certo sostegno ai prezzi.
Outlook settimanale petrolio WTI
Fascia di prezzo speculativa per il petrolio WTI: 60,640 – 66,200
Il petrolio oggi resta in una posizione piuttosto delicata, considerando la fascia bassa in cui si è spesso mosso rispetto ai prezzi storici. La materia prima è ancora su livelli contenuti in ottica di lungo termine, ma trivellazione e produzione di petrolio WTI rimangono robuste. L’“ombra” Iran può generare timori sulla stabilità dell’offerta energetica, ma i grandi operatori sul petrolio WTI sono esperti e, nell’ultimo anno, nonostante il rumore geopolitico spesso intenso dal Medio Oriente, non si è visto un acquisto massiccio capace di trasformarsi in un trend rialzista sostenuto.
Un petrolio WTI sotto 63,000 potrebbe sembrare “in offerta” a molti, ma non è raro che abbia quotato più in basso in un passato non lontano. L’inflazione USA è risultata inferiore alle attese nel dato CPI di venerdì, anche perché la benzina è stata più economica in generale. L’offerta di petrolio WTI è solida e difficilmente cambierà nel medio termine. Pur restando timori su scenari peggiori in Medio Oriente, il punto chiave è che i trader più esperti e con posizioni importanti appaiono relativamente calmi. Cercare minimi sul petrolio WTI e ipotizzare che i prezzi restino depressi nel breve non è necessariamente un errore.
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