Il petrolio WTI ha chiuso la settimana di contrattazioni vicino a 63,490, mentre la materia prima ha ristabilito un “centro di gravità” e ha mostrato un mercato in equilibrio, con movimenti complessivamente ordinati.
Dopo aver concluso la settimana precedente sopra quota 65,000 in modo piuttosto stabile, il petrolio WTI ha aperto lunedì scorso con un forte sell-off fino a circa 63,300 e, a seconda della prospettiva tecnica, ha “lottato” intorno a quest’area per tutta la scorsa settimana. Il petrolio WTI è entrato nel weekend vicino a 63,490. La commodity ha toccato minimi in area 61,200 martedì e ha poi raggiunto un massimo mercoledì vicino a 65,500.
Entrando in questo weekend, il petrolio WTI si trova ora a 63,490 ed è probabile che lunedì mattina apra con un po’ di “spinta” al via delle contrattazioni. In sostanza, il petrolio WTI sembra aver stabilito un centro che riconosce un equilibrio di prezzo più elevato, ma che non vuole allontanarsi troppo dai livelli più bassi: la resistenza sembra attestarsi intorno a 65,500, mentre 61,000 viene utilizzato come barriera di supporto. Ovviamente, i prezzi potrebbero non restare all’interno di questo range.
Prospettiva di breve periodo e sguardo all’indietro

Mentre alcuni sostengono che i prezzi più alti del petrolio WTI siano dovuti alle preoccupazioni in Medio Oriente legate alla situazione iraniana e al rafforzamento della presenza militare statunitense nell’area, un’altra considerazione potrebbe essere il fatto che gli Stati Uniti stanno affrontando da alcune settimane temperature record particolarmente rigide. Il petrolio WTI è rimasto vicino al livello di 59,000 come supporto fino al 22 gennaio.
Il problema di queste ipotesi è che il petrolio WTI potrebbe essere più alto semplicemente per fattori speculativi presenti sul mercato, anche se esistono certamente “venti” che influenzano il sentiment. La combinazione tra Iran e freddo negli USA potrebbe incidere sulle decisioni di scommessa dei grandi operatori. Inoltre, osservando l'analisi tecnica forex, il petrolio WTI si trova ora in un range di prezzo che era già stato testato nell’agosto 2025: in altre parole, questa fascia di valori non è una novità per la commodity.
Scommesse su supporti e resistenze in arrivo questa settimana
I mercati finanziari globali mostrano ancora segnali di nervosismo. Molti grandi trader e istituzioni sembrano prepararsi a risultati che, quando osservano ciò che accade su altri asset, non sembrano considerare del tutto “affidabili”.
- Tuttavia, il petrolio WTI continua a muoversi all’interno di un range ormai ben collaudato, e questo potrebbe lasciare spazio a chi ha la capacità di speculare.
- L’apertura di domani sul petrolio WTI sarà interessante, considerando che la settimana precedente si era verificato un sell-off deciso proprio all’avvio delle contrattazioni.
- È improbabile che accada lo stesso lunedì mattina, perché la tensione complessiva sembra inferiore rispetto a una settimana fa.
- Di conseguenza, se il petrolio WTI dovesse aprire in modo tranquillo, la ricerca di livelli tecnici mirati potrebbe risultare appetibile.
Outlook settimanale petrolio WTI
Fascia di prezzo speculativa per il petrolio WTI: 59,900 – 67,100
Se il petrolio WTI dovesse spingersi più in alto a inizio seduta di lunedì e il livello 64,000 entrasse nel radar, i trader potrebbero puntare a livelli leggermente superiori. I day trader, però, non dovrebbero diventare troppo ambiziosi: 64,500 potrebbe rivelarsi uno “scalino” eccessivo, a meno che i prezzi non riescano a consolidare stabilmente su livelli più alti. Per il momento, un’impennata del petrolio WTI appare poco probabile. Solo un nuovo impulso legato a sviluppi sulla situazione iraniana potrebbe permettere al WTI di superare all’improvviso le resistenze note.
Se invece il petrolio WTI dovesse aprire più basso lunedì, sarà interessante vedere se il supporto in area 63,000 regge nelle prime ore: se così fosse, potrebbe significare che i grandi operatori sono a proprio agio e intendono mantenere l’equilibrio attuale del mercato. Al contrario, se il petrolio WTI dovesse scendere sotto 63,000 e mantenere livelli inferiori per più di qualche ora, potrebbe essere un segnale che le grandi società petrolifere sono meno preoccupate per il quadro prospettico, aprendo la porta a ulteriori estensioni ribassiste.
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