- Il cambio EUR/USD ha chiuso la settimana in un range ristretto dopo la pubblicazione negli Stati Uniti di un solido dato sull’inflazione, che ha riacceso le preoccupazioni sulla prossima mossa della Federal Reserve.
- La coppia scambiava a 1,1817, pochi punti sopra il minimo della scorsa settimana a 1,1745.

Inflazione USA e geopolitica determineranno la prossima direzione
La coppia EUR/USD è rimasta in un range contenuto dopo che gli Stati Uniti hanno pubblicato un dato d’inflazione più alto. I dati diffusi venerdì hanno mostrato che il Producer Price Index (PPI) è salito dallo 0,4% di dicembre allo 0,5% di gennaio. Su base annua, ciò ha portato il dato dal 3,3% al 3,6%.
Il core PPI è passato dallo 0,6% allo 0,8% su base mensile (MoM) e dal 3,0% al 2,9% su base annua. Questi numeri indicano che l’inflazione resta una preoccupazione rilevante negli Stati Uniti. Di conseguenza, aumenta il rischio che la Federal Reserve non tagli i tassi così presto come gli analisti si aspettavano.
L’inflazione USA potrebbe restare elevata nei prossimi mesi ora che è iniziata una nuova guerra in Medio Oriente. Sabato Israele e Iran hanno bombardato siti chiave in Iran, provocando una forte rappresaglia delle forze iraniane. Il nuovo conflitto probabilmente spingerà al rialzo i prezzi del greggio, poiché diverse navi petrolifere stanno evitando lo Stretto di Hormuz.
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La coppia EUR/USD ha reagito anche all’ultimo rapporto sull’inflazione europea. I dati dell’agenzia statistica tedesca hanno mostrato che l’inflazione headline (CPI) è scesa dal 2,1% di gennaio all’1,9% di febbraio.
Guardando avanti, venerdì gli Stati Uniti pubblicheranno i nuovi dati sui Non-Farm Payrolls. Questi numeri offriranno ulteriori indicazioni su cosa aspettarsi nei prossimi meeting. Gli economisti prevedono un tasso di disoccupazione stabile al 4,3% a febbraio, con l’economia che avrebbe creato oltre 60.000 posti di lavoro.
Analisi tecnica EUR/USD
Il grafico giornaliero mostra che EUR/USD è rimasto piatto venerdì. Il cambio scambiava a 1,1817, pochi punti sopra il minimo della scorsa settimana a 1,1743. Inoltre, è tornato sopra la media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni.
Allo stesso tempo, la coppia ha formato un pattern di falling wedge (cuneo discendente), composto da due trendline discendenti e convergenti. Anche l’RSI e il MACD puntano verso l’alto.
Pertanto, l'eur usd oggi potrebbe risultare molto volatile lunedì, mentre gli investitori valutano l’impatto della guerra in corso in Iran e i suoi effetti sul mercato. I livelli chiave di supporto e resistenza da monitorare sono 1,1700 e 1,2000.
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