Lo shock energetico legato alla guerra in Iran spinge i mercati in modalità risk-off e riapre il tema di come Bitcoin reagisce quando petrolio e inflazione tornano al centro.
L'analisi tecnica c’insegna a decifrare il linguaggio dei mercati durante il Forex trading online, e gli strumenti utilizzati sono gli indicatori e le formazioni dei prezzi tracciate sui grafici.
Molti operatori fanno affidamento all’analisi tecnica forex, perché danno per scontato che tutti i fattori che influenzano il prezzo - economici, politici, sociali e psicologici - presi in considerazione dall' analisi fondamentale forex, sono già inclusi dal mercato nel tasso di cambio corrente. Tuttavia, è importante non dimenticare che un’analisi di successo del mercato forex, combina sia l’analisi tecnica che quella fondamentale.
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Dopo un forte calo legato al risk-off e alla guerra in Iran, EUR/USD mostra segnali tecnici di possibile rimbalzo, con il CPI USA come catalizzatore chiave.
Il WTI entra in fase parabolica dopo il doppio minimo e, con guerra e riduzioni dell’offerta, consolida un trend rialzista che potrebbe estendersi ulteriormente se la crisi continua.
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BTC mostra segnali di stabilizzazione sopra 72.000$, ma il recupero va confermato con chiusure solide e con il test dell’EMA 50 in area 74.000$.
BTC tiene un range stretto sostenuto dai flussi ETF, mentre HYPE mostra forza relativa e diventa uno dei token più resilienti nella fase di mercato incerta.
Ether recupera slancio con afflussi, open interest e attività di rete in aumento, mentre il triangolo simmetrico mantiene aperto uno scenario rialzista verso area 2.800$ se supera le resistenze vicine.
L’oro resta impostato al rialzo, ma serve una rottura chiara di 5.420$ per confermare nuovi allunghi, tra dollaro più forte e supporto geopolitico legato all’Iran.
Dopo il breakout, l’argento favorisce strategie “buy the dip” con 90$ come area guida e 100$ come prossimo obiettivo psicologico, in un contesto potenzialmente volatile.
Il cambio consolida vicino ai minimi recenti, ma tra inflazione USA e tensioni in Medio Oriente potrebbe aumentare la volatilità, con 1,1700 e 1,2000 come livelli guida.
Il WTI sale con forza spinto dal rischio geopolitico e dalle preoccupazioni sul transito nello Stretto di Hormuz, con il quadro tecnico che favorisce una continuazione del trend finché la tensione resta alta.
Bitcoin resta sotto pressione tra geopolitica ed ETF in deflusso: il range 60.000–70.000$ regge per ora, ma il quadro tecnico favorisce un rischio di breakout ribassista.
Dopo un gap ribassista legato al risk-off, EUR/USD offre due setup: short sul ritracciamento verso 1,1760 o long su rimbalzo da 1,1672, solo con inversione H1.
Dopo la forte vendita di fine gennaio, l’oro recupera tono a febbraio e favorisce acquisti sui ribassi, con 5.000$ come riferimento psicologico e 4.600$ come “linea rossa”.
La coppia rimane laterale e volatile, guidata soprattutto dal dollaro: sopra 1,20 cambierebbe il tono, mentre 1,23 resta la resistenza “storica” più importante.
Dopo un febbraio irregolare, la quotazione del petrolio greggio prova a riprendersi dentro il range 62–66,5$, con un bias leggermente rialzista finché regge 62$.