Gennaio completa la formazione testa-spalle e innesca una correzione che riporta Fincantieri sotto 17 euro. Il quadro resta volatile e i segnali tecnici indicano prudenza.
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Dopo lo shock geopolitico, i bancari italiani tornano più stabili: Intesa e Unicredit mantengono una struttura solida vicino ai massimi, sostenute anche da outlook e fondamentali.
Telecom Italia conferma un avvio d’anno brillante dopo il raddoppio del 2025: il breakout tecnico rafforza il trend, mentre l’intesa con Fastweb-Vodafone sostiene le prospettive sullo sviluppo delle reti mobili. La crisi globale rallenta solo temporaneamente la spinta.
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Saipem conferma un avvio 2026 molto forte dopo un 2025 deludente: il breakout rialzista sblocca il trend e riporta il titolo sotto i riflettori. Il mercato guarda ai risultati di febbraio e al lancio del nuovo Drilling Training Centre, mentre il sentiment resta costruttivo.
Leonardo accelera dopo la debolezza di fine 2025 e beneficia del contesto geopolitico. Il breakout di 57€ conferma l’impostazione rialzista, ma valutazioni elevate e dividend yield contenuto suggeriscono un approccio più selettivo nel lungo periodo.
ENI assorbe la volatilità dei mercati senza scivoloni e rimane in fase laterale su un’area tecnica molto osservata. Il quadro resta costruttivo grazie alla tenuta del titolo.
Dopo un avvio brillante, Enel inverte rapidamente e rientra in una fase più debole. Il contesto internazionale “risk-off” colpisce anche l’energia e lo stacco del dividendo accentua il movimento.
STMicroelectronics aveva avviato gennaio in forte recupero, sostenuta da trimestrali TSMC e revisioni al rialzo degli analisti. Trend di fondo costruttivo, breve più prudente.
Stellantis accelera al ribasso e torna su livelli delicati, con il mercato che teme un ritorno verso i minimi. Il sentiment resta fragile a causa del peggioramento del contesto internazionale e la debolezza della domanda.
Ferrari entra in area critica dopo la rottura di 300€, con pressione ribassista e vendite in aumento. Management continua il buyback, ma il mercato non premia: outlook fragile nel breve, più solido nel medio-lungo.
Prysmian conferma la forza del trend: il superamento di 92€ sblocca la fase finale del movimento rialzista e porta le quotazioni vicino alle valutazioni più ambiziose degli analisti.
Dopo un 2025 brillante, Fincantieri mostra segnali di pausa: la formazione testa-spalle si completa e la resistenza in area 20,50 limita nuovi allunghi. Sullo sfondo, persistono dubbi fondamentali e i ritardi del bacino di Palermo aumentano l’incertezza.
Dopo un 2025 brillante, le banche italiane affrontano un avvio 2026 più volatile. Il mercato sconta rischio geopolitico e rotazione, con differenze marcate tra big e mid/small.
Dopo un 2025 forte, TIM consolida sopra 0,50€ dopo la rottura rialzista del triangolo. Intesa con Fastweb-Vodafone sostiene il 5G; attenzione a 0,59 e a possibili storni verso 0,52.
Saipem parte forte (+10% circa): supera 2,60€ con volumi alti e stocastico in ipercomprato. Outlook long verso 2,90-3,00€; possibili prese di beneficio con primo supporto a 2,60€.