Dopo il breakout, l’argento favorisce strategie “buy the dip” con 90$ come area guida e 100$ come prossimo obiettivo psicologico, in un contesto potenzialmente volatile.
L'analisi tecnica c’insegna a decifrare il linguaggio dei mercati durante il Forex trading online, e gli strumenti utilizzati sono gli indicatori e le formazioni dei prezzi tracciate sui grafici.
Molti operatori fanno affidamento all’analisi tecnica forex, perché danno per scontato che tutti i fattori che influenzano il prezzo - economici, politici, sociali e psicologici - presi in considerazione dall' analisi fondamentale forex, sono già inclusi dal mercato nel tasso di cambio corrente. Tuttavia, è importante non dimenticare che un’analisi di successo del mercato forex, combina sia l’analisi tecnica che quella fondamentale.
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Il cambio consolida vicino ai minimi recenti, ma tra inflazione USA e tensioni in Medio Oriente potrebbe aumentare la volatilità, con 1,1700 e 1,2000 come livelli guida.
Il WTI sale con forza spinto dal rischio geopolitico e dalle preoccupazioni sul transito nello Stretto di Hormuz, con il quadro tecnico che favorisce una continuazione del trend finché la tensione resta alta.
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Bitcoin resta sotto pressione tra geopolitica ed ETF in deflusso: il range 60.000–70.000$ regge per ora, ma il quadro tecnico favorisce un rischio di breakout ribassista.
Dopo un gap ribassista legato al risk-off, EUR/USD offre due setup: short sul ritracciamento verso 1,1760 o long su rimbalzo da 1,1672, solo con inversione H1.
Dopo la forte vendita di fine gennaio, l’oro recupera tono a febbraio e favorisce acquisti sui ribassi, con 5.000$ come riferimento psicologico e 4.600$ come “linea rossa”.
La coppia rimane laterale e volatile, guidata soprattutto dal dollaro: sopra 1,20 cambierebbe il tono, mentre 1,23 resta la resistenza “storica” più importante.
Dopo un febbraio irregolare, la quotazione del petrolio greggio prova a riprendersi dentro il range 62–66,5$, con un bias leggermente rialzista finché regge 62$.
BTC resta senza domanda e chiude febbraio con tono molto negativo: 60.000$ è il livello chiave, mentre solo un ritorno sopra 72.000$ cambierebbe la narrativa.
BTC fatica a invertire e resta intrappolato in un range, con 72.000 come barriera e 60.000 come supporto decisivo.
Bitcoin perde slancio e scivola in area 62.700$ tra risk-off macro e deflussi dagli ETF spot, mentre il quadro tecnico (bear pennant) mantiene aperto uno scenario di estensione ribassista verso 45.000–50.000$.
L’oro resta impostato al rialzo sul lungo periodo, ma nel breve le divergenze tecniche e i dati USA possono innescare una correzione.
Dopo il massimo a 65.700, il WTI viene respinto e chiude sui minimi: trend fragile e mercato pronto a nuovi test tra 62–63, con volatilità ridotta dal festivo USA.
Secondo test ravvicinato sulla resistenza: l’indice resta strutturalmente rialzista ma nervoso. Stellantis frena, banche sostengono i recuperi e Leonardo riparte.
Bitcoin perde slancio: futures e open interest deboli, prezzo sotto le EMA e supporti chiave. In vista di NFP e CPI USA, cresce il rischio di nuovi affondi e volatilità.