Il WTI entra in fase parabolica dopo il doppio minimo e, con guerra e riduzioni dell’offerta, consolida un trend rialzista che potrebbe estendersi ulteriormente se la crisi continua.
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Il WTI sale con forza spinto dal rischio geopolitico e dalle preoccupazioni sul transito nello Stretto di Hormuz, con il quadro tecnico che favorisce una continuazione del trend finché la tensione resta alta.
Dopo un febbraio irregolare, la quotazione del petrolio greggio prova a riprendersi dentro il range 62–66,5$, con un bias leggermente rialzista finché regge 62$.
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Dopo il massimo a 65.700, il WTI viene respinto e chiude sui minimi: trend fragile e mercato pronto a nuovi test tra 62–63, con volatilità ridotta dal festivo USA.
Il WTI consolida vicino a 63,5 in un range collaudato: sopra 64 cresce la spinta, sotto 63 aumentano i rischi di estensioni ribassiste, con resistenza a 65,5.
Il WTI sale con momentum “ordinato” e difende area 60. Ora il mercato testa se 65 può diventare supporto, mentre geopolitica e speculazione restano driver di volatilità.
WTI in recupero ma senza trend: offerta ampia e rischi geopolitici possono creare spike brevi; finché 55$ regge, il mercato tende a oscillare nel range 55 - 65$.
Il prezzo del Petrolio WTI è balzato venerdì prima di entrare nel weekend e ha chiuso vicino a 61,290, un livello che, in un’ottica storica, rappresenta ancora un valore piuttosto “economico” per la commodity.
Il WTI alterna strappi e inversioni rapide, guidato dai titoli geopolitici sull’Iran e dal sentiment “risk-on/risk-off”. Nonostante l’offerta resti ampia, la tensione può sostenere il prezzo e alimentare movimenti improvvisi.
Petrolio WTI a 58,435 $ vicino ai massimi settimanali. Settimana a piena operatività: range 56,150–59,750, supporto chiave 56k e possibile test 60k. Cautela su news Iran/Venezuela.
WTI apre vicino 56,53 dopo una settimana debole. Offerta ampia, domanda fiacca, volumi festivi: possibili spike. Focus 56/57 e minimi a 55. Range 55,10–57,80.
Il WTI chiude debole vicino ai minimi di ottobre. Con liquidità in calo e big player in uscita, aumentano i rischi di movimenti erratici: lunedì-martedì saranno decisivi per misurare il sentiment pre-festivo.
WTI stabile in range, spike ribassista e rapido recovery. Focus su supporti/resistenze 58,45–60,35 prima del meeting Fed del 10 dicembre. Idee tattiche e rischi.
Il WTI scende a 58,47$ mentre cresce l’offerta e le scorte USA aumentano. Trend ribassista sotto EMA e Supertrend: primo target 55,9$, poi 50$. Focus su riunione OPEC e dati scorte di mercoledì.
Novembre debole per il WTI: overhang d’offerta, domanda tiepida e non-peak season. Strategia: vendere i rimbalzi verso 60–62 $ (EMA50). Sotto 55 $ rischio “botola”; sopra 62 $ solo pullback tattici.