- Il prezzo dell’S&P 500 è sceso leggermente nelle ultime settimane, ma la tendenza di fondo resta rialzista.
- Sul grafico giornaliero prevalgono segnali di debolezza, che avvertono di ulteriori cali nei prossimi giorni.
- L’ultimo rapporto COT ha lasciato un segnale leggermente bullish per l’S&P 500.
- Nelle ultime sedute, i titoli software si sono svalutati mentre quelli dei semiconduttori si stanno rafforzando.
- Oggi vengono pubblicati il report ADP sulla variazione settimanale dell’occupazione e l’indice manifatturiero Empire State.
Analisi del grafico settimanale dell’S&P 500
Dal grafico settimanale si nota che l’S&P 500 continua a muoversi in una tendenza rialzista. Le medie mobili a 50 e 200 periodi mantengono una pendenza crescente ed entrambe si trovano al di sotto del prezzo attuale.

Per ora non ci sono segnali che mettano in discussione la solidità di questo trend. Anche se il prezzo è sceso nelle ultime settimane, ciò non basta per metterlo in dubbio. È più probabile che si tratti semplicemente di un ritracciamento all’interno della normale evoluzione di una tendenza.
Analisi del grafico giornaliero dell’S&P 500
Nel grafico giornaliero dell'SP500 oggi emergono segnali di debolezza. Da un lato, abbiamo due minimi più bassi dei precedenti, formatisi il 21 gennaio e il 6 febbraio. Dall’altro, anche la zona dei massimi dell’11 è risultata inferiore a quella precedente.

Inoltre, sia l’indice di forza relativa (RSI) sia il MACD mantengono pendenze leggermente discendenti, indicando che la pressione dell’offerta è superiore a quella della domanda. Tutti questi segnali bearish dell'analisi tecnica forex suggeriscono che l’S&P 500 potrebbe continuare a scendere nei prossimi giorni. Una volta superato il minimo di 6.751,50$, il prossimo livello che potrebbe fungere da supporto si trova intorno a 6.530$.
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Attenzione al settore IA, ai titoli software e ai dati sull’occupazione ADP
Il rapporto Commitment of Traders (COT) della scorsa settimana ha lasciato un segnale leggermente bullish per l’S&P 500. Gli investitori istituzionali hanno ridotto le posizioni sui futures di questo indice, sia sul lato long sia su quello short. Tuttavia, le chiusure di posizioni ribassiste hanno superato quelle delle posizioni rialziste (33.902 contro 6.090). Questo indica che i grandi speculatori non mantengono più un sentiment “così bearish” sull’S&P 500.
Negli ultimi giorni abbiamo visto una contrapposizione tra le aziende di intelligenza artificiale e quelle software. Molti investitori iniziano a temere che le seconde possano essere penalizzate dai progressi dell’IA. Ciò si sta traducendo in un aumento della pressione venditrice sul settore software e in un incremento della pressione compratrice sul settore dei microchip.
Ieri, negli Stati Uniti, era festivo. I mercati sono rimasti chiusi e non sono stati pubblicati dati macroeconomici. Oggi verranno diffusi il dato ADP sulla variazione settimanale dell’occupazione e l’indice manifatturiero Empire State di febbraio. I dati CPI pubblicati la scorsa settimana hanno mostrato un’inflazione più bassa del previsto e hanno iniziato ad alimentare le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Fed nel breve termine. Tali aspettative potrebbero rafforzarsi se i dati sull’occupazione risultassero negativi. Per questo motivo, li considereremo un segnale bullish per l’S&P 500 nella seduta di oggi.
Giovedì e venerdì arriveranno ulteriori dati su questo fronte, con la pubblicazione delle richieste di sussidi di disoccupazione e del PCE di dicembre (l’indicatore di inflazione preferito dalla Fed).
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