Dopo il breakout di 20€, Eni ritraccia in modo ordinato verso 19,9€ e resta in un canale ascendente, mentre l’attenzione passa dall’analisi tecnica ai rischi energetici legati alla crisi.
Resta aggiornato su tutto ciò che muove i mercati azionari globali. In questa sezione trovi le notizie più recenti su indici, titoli e trend di borsa: dall'apertura di Piazza Affari e Wall Street alle sedute europee e asiatiche. Analisi, movimenti di prezzo e commenti degli esperti per aiutarti a capire cosa succede sui mercati oggi e prendere decisioni di trading più informate.
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Dopo aver centrato 10€, Enel corregge con decisione e scende sotto la soglia psicologica, mentre il buyback prosegue ma la direzione dipende dalla crisi internazionale.
TIM corregge dentro il canale rialzista fino a 0,60€ mentre il mercato guarda alla ristrutturazione finanziaria, pur con prudenza legata al contesto internazionale.
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Dopo il “giovedì nero”, Fincantieri prova a stabilizzarsi intorno a 14€ senza benefici evidenti dalla crisi internazionale, nonostante un flusso di notizie industriali favorevoli.
Nonostante segnali positivi dalle immatricolazioni, Stellantis affonda verso 6€ perché geopolitica e problemi di settore e strategia mantengono il titolo in forte debolezza.
Dopo la correzione legata alla fine della quinta onda e ai dati 2025, Prysmian rimbalza da 96 e tenta di recuperare verso 100€, restando più stabile di altri titoli nel caos geopolitico.
Ferrari stava dando segnali di ripresa, ma la crisi in Medio Oriente cambia lo scenario e riporta pressione sul supporto 300€. Fondamentali solidi e buyback restano sullo sfondo.
STM ritraccia bruscamente da 30€ per la seconda volta e torna a testare 27€, livello chiave che deve reggere, mentre le news industriali mantengono positivo lo scenario di medio periodo.
Il Nasdaq 100 rimbalza sui ribassi ma resta laterale: la direzione dipenderà da trimestrali tech, dati sul lavoro e geopolitica, con livelli guida 24.385 e 26.177.
L’indice resta in pausa sotto 7.000 con una struttura da triangolo ascendente: la prossima direzione dipende dai catalizzatori tra utili, dati sul lavoro e geopolitica.
Lo shock geopolitico spinge UniCredit da 80€ a minimi in area 67€, ma il titolo rimbalza e prova a stabilizzarsi: nel breve il mercato guarda soprattutto ai supporti e alla tenuta del recupero.
La guerra in Iran spinge Intesa Sanpaolo sui minimi del canale long: 5,60€ regge per ora, ma la ripartenza dipende dalla stabilizzazione dei mercati.
L’EuroStoxx 50 resta su livelli elevati, ma RSI e MACD segnalano perdita di slancio: finché regge 6.050 il trend resta costruttivo, altrimenti cresce il rischio di “respirazione”.
La borsa italiana resta forte sui massimi ma incontra una resistenza dura a 47.300-47.500: finché la geopolitica pesa, prevale prudenza con supporti da monitorare sotto.
L’S&P 500 consolida tra 6.800 e 7.000 come una “molla” che si carica: sopra 7.000 aumentano le chance di allungo, sotto 6.750 cresce il rischio di correzione.