La causa respinta riduce un rischio legale, ma il titolo resta guidato da margini, piano Filosa e fiducia nel turnaround, con 5,65–5,68€ decisivi nel breve.
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Con energia e politica monetaria tornate centrali, l’S&P 500 resta fragile finché non recupera 6.648 e poi 6.746 punti, in una settimana dominata dall’attesa per la Fed.
TSLA resta un titolo “di convinzione” e molto reattivo alle news: finché non recupera i livelli tecnici chiave, il mercato continua a prezzare cautela su consegne e cash flow.
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AAPL resta un pilastro del Nasdaq, ma con momentum deteriorato e RSI in ipervenduto: nel breve il mercato cerca segnali tecnici di stabilizzazione senza ignorare AI e regolazione.
Nvidia si presenta al GTC 2026 con fondamentali forti ma un titolo più “esigente”, dove roadmap e segnali sull’AI possono riaccendere rapidamente la volatilità.
L’indice resta in difficoltà e dipende dalla crisi in Iran e dal prezzo del greggio: 44.300 è il livello chiave, con scenario più complicato in caso di rottura verso 43.400.
Leonardo rompe l’area 59-60€ e spinge fino a 64€ grazie al contesto geopolitico e a prospettive 2026 solide, ma nel breve resta possibile qualche presa di beneficio.
Saipem ritraccia dai massimi ma mantiene un’impostazione positiva: finché regge l’area 3€ e la crisi si stabilizza, resta aperta la ripartenza verso le resistenze superiori.
Dopo aver centrato 10€, Enel corregge fino a 9€ (supporto chiave) in un contesto di alta volatilità, ma con fondamentali solidi e buyback in corso resta aperta l’ipotesi di ritorno verso 10€.
Eni continua a correre oltre 20€ fino a sfiorare 22€, con momentum ancora rialzista, ma a questi livelli cresce l’attesa di un fisiologico ritracciamento.
TIM arretra per il risk-off legato alla crisi iraniana ma difende l’area 0,56€, mentre le novità sull’assetto finanziario restano un tema chiave per il mercato.
Fincantieri continua a soffrire e, pur con un flusso industriale positivo, resta appesantita da una debolezza di prezzo che ha riportato il titolo in area 14€.
L’indice alterna cali e rimbalzi in un mercato dominato dalle news geopolitiche, mentre i livelli 25.000 e 25.500 restano il riferimento per la prossima direzione.
Ferrari resta volatile e sotto pressione per il contesto internazionale, ma i fondamentali e il buyback sostengono la fiducia mentre 300€ diventa il livello decisivo da monitorare.
Stellantis scende e si ancora a 6€ nonostante segnali incoraggianti dalle immatricolazioni, mentre il mix tra crisi geopolitica e problemi di settore mantiene il quadro fragile.