Prysmian recupera sopra 100€ grazie a un nuovo impulso, mentre il focus torna sui fondamentali e sugli upgrade degli analisti, pur in un contesto di volatilità ancora elevata.
Più recente
STM recupera quasi del tutto e torna sui massimi di periodo vicino a 30€, sostenuta da novità produttive e target in rialzo, pur con volatilità elevata.
La guerra in Iran travolge il settore bancario e spinge UniCredit sotto 70€ fino a 65€, mentre sullo sfondo restano solidi i fondamentali e l’annunciata emissione obbligazionaria retail.
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La guerra in Iran accelera la correzione di Intesa Sanpaolo fino a 5€, ma il rimbalzo di oggi segnala reazione: nel 2026 il titolo resta più instabile e con upside più limitato.
Tra dati USA e geopolitica, l’S&P 500 oscilla senza una direzione netta ma difende il suo range, con l’area 6.800 come livello guida.
In un contesto di mercato fragile, PFE mostra un’impostazione tecnica ribassista e un quadro fondamentale con rischi (patent cliff e cause) che possono frenare il titolo nel breve.
NVDA continua a muoversi in laterale e trova compratori in area supportiva, con l’idea di accumulare sui ribassi finché il range regge e aspettare una rottura più ampia.
La crisi geopolitica accelera la discesa del FTSE MIB fino al limite basso del canale long in area 44.000, livello decisivo per evitare una fase short più ampia.
Saipem resta impostata al rialzo nel medio periodo dopo un avvio 2026 esplosivo, ma la guerra in Iran ha innescato una correzione che rende cruciale monitorare supporti e reazione del mercato.
Leonardo rompe il doppio massimo e tocca 60€ spinta dal contesto geopolitico e da nuove commesse, ma dopo un +500% in tre anni la prudenza resta d’obbligo.
Dopo il breakout di 20€, Eni ritraccia in modo ordinato verso 19,9€ e resta in un canale ascendente, mentre l’attenzione passa dall’analisi tecnica ai rischi energetici legati alla crisi.
Dopo aver centrato 10€, Enel corregge con decisione e scende sotto la soglia psicologica, mentre il buyback prosegue ma la direzione dipende dalla crisi internazionale.
TIM corregge dentro il canale rialzista fino a 0,60€ mentre il mercato guarda alla ristrutturazione finanziaria, pur con prudenza legata al contesto internazionale.
Dopo il “giovedì nero”, Fincantieri prova a stabilizzarsi intorno a 14€ senza benefici evidenti dalla crisi internazionale, nonostante un flusso di notizie industriali favorevoli.
Nonostante segnali positivi dalle immatricolazioni, Stellantis affonda verso 6€ perché geopolitica e problemi di settore e strategia mantengono il titolo in forte debolezza.