Dopo la correzione legata alla fine della quinta onda e ai dati 2025, Prysmian rimbalza da 96 e tenta di recuperare verso 100€, restando più stabile di altri titoli nel caos geopolitico.
Più recente
Ferrari stava dando segnali di ripresa, ma la crisi in Medio Oriente cambia lo scenario e riporta pressione sul supporto 300€. Fondamentali solidi e buyback restano sullo sfondo.
STM ritraccia bruscamente da 30€ per la seconda volta e torna a testare 27€, livello chiave che deve reggere, mentre le news industriali mantengono positivo lo scenario di medio periodo.
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Il Nasdaq 100 rimbalza sui ribassi ma resta laterale: la direzione dipenderà da trimestrali tech, dati sul lavoro e geopolitica, con livelli guida 24.385 e 26.177.
L’indice resta in pausa sotto 7.000 con una struttura da triangolo ascendente: la prossima direzione dipende dai catalizzatori tra utili, dati sul lavoro e geopolitica.
Lo shock geopolitico spinge UniCredit da 80€ a minimi in area 67€, ma il titolo rimbalza e prova a stabilizzarsi: nel breve il mercato guarda soprattutto ai supporti e alla tenuta del recupero.
La guerra in Iran spinge Intesa Sanpaolo sui minimi del canale long: 5,60€ regge per ora, ma la ripartenza dipende dalla stabilizzazione dei mercati.
L’EuroStoxx 50 resta su livelli elevati, ma RSI e MACD segnalano perdita di slancio: finché regge 6.050 il trend resta costruttivo, altrimenti cresce il rischio di “respirazione”.
La borsa italiana resta forte sui massimi ma incontra una resistenza dura a 47.300-47.500: finché la geopolitica pesa, prevale prudenza con supporti da monitorare sotto.
L’S&P 500 consolida tra 6.800 e 7.000 come una “molla” che si carica: sopra 7.000 aumentano le chance di allungo, sotto 6.750 cresce il rischio di correzione.
Dopo un febbraio complesso, il Nasdaq 100 mostra resilienza grazie ai compratori sui ribassi, ma il vero test per marzo è la capacità di superare 26.250.
Generali prosegue nel canale rialzista con quotazioni solide in area 36€ e buyback attivo, puntando alla resistenza in area 37€ pur con rischio di prese di beneficio.
Eni prosegue la corsa nel canale ascendente e punta ai 20€, sostenuta da un 2025 migliore delle attese, ma con rischio di prese di beneficio nel breve.
Leonardo resta intrappolata in un canale volatile tra 56 e 60 dopo un nuovo doppio massimo, mentre i preliminari 2025 sono forti ma il contesto di settore impone cautela.
Il NASDAQ100 mantiene l’impostazione rialzista di lungo periodo, ma nel breve resta “bloccato” al centro del range, guidato da tech e fattori esterni.