Enel recupera dal ritracciamento post-crisi e torna a puntare l’area 10€, sostenuta dal buyback, con possibile consolidamento vicino al target.
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Più recente
Eni prosegue il rally oltre 20€ fino a quota 23, sostenuta da momentum e nuove scoperte di gas in Libia, ma nel breve resta possibile un ritracciamento per prese di beneficio.
Dopo aver difeso il supporto di 3€, Saipem torna in area 3,4 e prova a riavvicinarsi ai massimi, sostenuta da notizie industriali e da un sentiment più costruttivo.
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TIM recupera dopo i colpi della crisi internazionale, difende i minimi progressivi e prova a risalire verso 0,64, con la ristrutturazione che riaccende l’obiettivo 0,74.
Dopo mesi di vendite e un titolo più che dimezzato, Fincantieri testa l’area 13€: l’ESG Index migliora il profilo, ma non il sentiment di breve.
Dopo la fine della quinta onda e il rallentamento post-trimestrali, Prysmian resta forte vicino ai 100€, sostenuta dal business e dal progetto innovativo Ferrari Hypersail.
Nonostante fondamentali solidi e buyback attivo, la rottura dei 300€ indebolisce il quadro di breve e riporta l’attenzione sulla tenuta dell’area 280€.
Dopo la rottura di 6€, Stellantis resta in forte debolezza ma entra in una zona che può attirare interesse di medio-lungo periodo, con 5,70-5,60 come supporti decisivi e 6€ prima resistenza.
STM resta forte e “magnetica” su 30€: i ritracciamenti vengono riassorbiti rapidamente, mentre il nuovo target a 33€ rafforza il sentiment ma impone attenzione alla volatilità.
La causa respinta riduce un rischio legale, ma il titolo resta guidato da margini, piano Filosa e fiducia nel turnaround, con 5,65–5,68€ decisivi nel breve.
Con energia e politica monetaria tornate centrali, l’S&P 500 resta fragile finché non recupera 6.648 e poi 6.746 punti, in una settimana dominata dall’attesa per la Fed.
TSLA resta un titolo “di convinzione” e molto reattivo alle news: finché non recupera i livelli tecnici chiave, il mercato continua a prezzare cautela su consegne e cash flow.
AAPL resta un pilastro del Nasdaq, ma con momentum deteriorato e RSI in ipervenduto: nel breve il mercato cerca segnali tecnici di stabilizzazione senza ignorare AI e regolazione.
Nvidia si presenta al GTC 2026 con fondamentali forti ma un titolo più “esigente”, dove roadmap e segnali sull’AI possono riaccendere rapidamente la volatilità.
L’indice resta in difficoltà e dipende dalla crisi in Iran e dal prezzo del greggio: 44.300 è il livello chiave, con scenario più complicato in caso di rottura verso 43.400.