Dopo un febbraio complesso, il Nasdaq 100 mostra resilienza grazie ai compratori sui ribassi, ma il vero test per marzo è la capacità di superare 26.250.
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Generali prosegue nel canale rialzista con quotazioni solide in area 36€ e buyback attivo, puntando alla resistenza in area 37€ pur con rischio di prese di beneficio.
Eni prosegue la corsa nel canale ascendente e punta ai 20€, sostenuta da un 2025 migliore delle attese, ma con rischio di prese di beneficio nel breve.
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Leonardo resta intrappolata in un canale volatile tra 56 e 60 dopo un nuovo doppio massimo, mentre i preliminari 2025 sono forti ma il contesto di settore impone cautela.
Il NASDAQ100 mantiene l’impostazione rialzista di lungo periodo, ma nel breve resta “bloccato” al centro del range, guidato da tech e fattori esterni.
Dopo una corsa molto forte, Telecom Italia si stabilizza in area 0,65€: i dati 2025 sono positivi ma poco “entusiasmanti”, e il titolo resta sotto osservazione tra supporti e resistenze.
Intesa Sanpaolo si riporta in zona neutra dopo il rimbalzo da 5,6€, con scenario 2026 più moderato rispetto al 2025 e attenzione alla debolezza del comparto bancario.
Enel completa la corsa fino a 10€ grazie a una ripartenza molto forte e a un piano 2026-2028 accolto positivamente, ma l’ipercomprato suggerisce prudenza nel breve.
Saipem completa la corsa fino a 3,50€ in due mesi grazie a dati 2025 migliori delle attese, ma con volumi alti e ipercomprato cresce il rischio di correzioni di breve pur in trend rialzista.
Dopo lo shock sul capex, Amazon prova a stabilizzare: finché regge 195$ lo scenario resta da “comprare sui ribassi”, mentre una rottura sotto quel livello sposterebbe l’attenzione verso 170$, con 250$ come obiettivo più di medio periodo.
Dopo il picco a 80€, UniCredit si stabilizza intorno a 73€ con supporti chiave a 72–70€ e una prima resistenza a 76€, mentre il driver resta la politica di dividendi in un settore bancario più nervoso.
NVDA si presenta agli utili in una zona “calda” di resistenza: il contesto favorisce prudenza e un’idea short se il prezzo fallisce l’allungo e torna a scendere.
Ferrari rompe i 300€ ma si stabilizza in area 320€ nonostante fondamentali solidi e buyback: il mercato attende un segnale direzionale, con supporto chiave a 300€ e potenziale estensione verso 333–350€ in caso di ripartenza.
Dopo il rifiuto sulla resistenza delle “spalle” a 20,50€, Fincantieri accelera al ribasso fino sotto 15€: nonostante una news industriale positiva, il quadro resta fragile con supporti 14–14,5€ e prima resistenza a 16€.
Dopo la chiusura della quinta onda rialzista, Prysmian rompe al ribasso i 100€ e si riposiziona in area 96€, mentre la maxi commessa con Enedis rafforza le prospettive ma non basta ancora a riaccendere il rimbalzo di breve.